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Cronaca

Fa i propri bisogni in largo Duomo, interviene il sindaco: "Necessario andare oltre la prima impressione"

Le parole di Salvetti all'indomani della foto che ha fatto il giro del web e ritraeva un uomo defecare in pieno centro

"Necessario andare oltre la prima impressione, comprendendo eventuali fragilità, immedesimandosi in qualcuno che può non star bene anziché deriderlo". Così il sindaco Luca Salvetti interviene a seguito della foto che nella giornata di ieri, lunedì 11 aprile, ha fatto il giro del web e ritraeva un uomo mentre era intento a defecare in largo Duomo, sotto gli occhi dei passanti. "Ieri sera - ha aggiunto - mi è arrivata la foto che ritrae un uomo, apparentemente anziano mentre, sotto i portici di largo Duomo, è stato colto con i pantaloni calati, intento a fare i propri bisogni. È naturale che un immagine del genere colpisca immediatamente in senso negativo. Nelle ore successive è partita l’ondata social alimentata da qualche testata on line e la foto è diventata virale. Il tenore di diversi commenti - ha aggiunto - , in primis quello dell’esponente di Fratelli d’Italia Marcella Amadio che ha immediatamente mandato un comunicato agli organi di stampa, è stato di questo genere: 'Ecco lo schifo in città, il degrado urbano oltre ogni limite. La polizia e il sindaco devono individuare e sanzionare l’autore'".

"Rinfrancato da interventi che riportano tutto alla giusta dimensione e che vanno oltre reazioni superficiali volte a strumentalizzare la vicenda"

"Io - ha quindi proseguito il sindaco - ho fatto una riflessione diversa. Chi è quell’uomo? Quale condizione può portarlo a fare un atto del genere? Può essere che viva in una condizione mentale fragile, che abbia dei problemi comportamentali o una malattia? Possibile che Livorno, la mia città, con la sua gente sempre pronta a mostrare la propria solidarietà e con intelligenza a rapportarsi con le condizioni delle persone più fragili, non faccia un ragionamento del genere? Oggi - ha sottolineato - da questo punto di vista esco rinfrancato perché a quell’immediata reazione di qualcuno dettata da una superficialità momentanea e dalla voglia di strumentalizzare in maniera ignobile la vicenda da parte di qualche politicante, sono seguiti una marea di interventi che riportano tutto alla giusta dimensione. Commenti che richiamano ad 'essere più umani' hanno cercato di andare oltre la prima impressione, comprendendo eventuali fragilità, immedesimandosi in qualcuno che può non star bene anziché deriderlo".

"I servizi sociali stanno risalendo all'identità dell'uomo per capire se è possibile aiutarlo"

"I nostri servizi sociali - ha aggiunto - da questo punto di vista stanno facendo un servizio incredibile. Gli investimenti su questo versante in due anni sono più che raddoppiati e abbiamo promosso con forza la linea secondo la quale nessuno viene lasciato solo. L'assessorato al Sociale, insieme alla polizia Municipale, sta in queste ore cercando di risalire all'identità della persona in questione per verificare quali siano le sue necessità, se abbia una rete familiare a cui fare riferimento, se usufruisca di servizi assistenziali e se ci siano interventi che possiamo mettere in campo per aiutarlo. Quando l’orda social e i riflettori sulla foto virale si saranno spenti - ha concluso - per me rimarrà l’impegno a continuare il lavoro per aiutare giovani, anziani e tutte le categorie più fragili alle prese con i disagi e le difficoltà più svariate. Per la stragrande maggioranza dei livornesi ci sarà la consapevolezza di essere persone sensibili e dal gran cuore, mentre per lo sparuto gruppo di arruffapopoli ci sarà solo da fare i conti con la propria coscienza e con la colpevole superficialità".

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