Limoncino, la guerra continua: fermato un altro camion, presidio anche di notte

Nella mattina è stato impedito l'accesso a un mezzo che superava le 3,5 tonnellate. Sulla questione è intervenuto anche il sindaco: "L'impianto va chiuso, cercheremo un percorso comune"

Ancora una protesta a Limoncino, dopo i disordini avvenuti il 4 luglio. Questa volta, a partire dalla mattina di lunedì 8 luglio e per tutta la giornata - notte compresa - un gruppo di persone del comitato, con l'aggiunta dei consiglieri comunali Marco Bruciati (BL) e Stella Sorgente (M5s) e della coordinatrice regionale del Movimento nazionale per la Sovranità, Marcella Amadio, ha formato un presidio per vigilare che sulla strada diretta alla discarica non transistassero camion di portata superiore alle 3,5 tonnellate. Certi di imbattersi tuttavia in una situazione del genere, i manifestanti si erano preparati alla situazione e al mattino di lunedì, all'arrivo del primo mezzo pesante, hanno formato un piccolo cordone per impedire di fatto al camion di transitare. Sul posto, per evitare che la situazione potesse degenerare, sono arrivati anche polizia municipale, carabinieri e digos. Nel tardo pomeriggio è infine arrivato anche l'intervento del sindaco che ha annunciato come il Comune di Livorno intenda muoversi, sia nella prossima conferenza dei servizi in Regione che con la proprietà della discarica. 

Bruciati (BL), Sorgente (M5s) al presidio con i cittadini

"Siamo venuti qui e abbiamo fatto un picchetto - ha raccontato Bruciati -. C'è un'autorizzazione che dice che i mezzi devono pesare meno di 3,5 tonnellate, ma qui davanti a noi ne abbiamo uno che le supera". Dello stesso tenore anche la Sorgente: "Quando il veicolo ha visto il picchetto si è fermato da una parte - dice Sorgente - e all'arrivo delle forze dell'ordine è tornato indietro". Sul posto sono arrivati anche i proprietari della discarica (Livrea srl, ndr) che hanno rivendicato il loro diritto di passaggio sulla strada che porta all'impianto.

limoncino blocco camion 2-2

Amadio (MSN): "Chiudere per il bene dei livornesi, Bellabarba dovrebbe vergognarsi"

Questa disputa comunque va avanti ormai da diverso tempo e soltanto la sentenza del Tar, a cui il Comune si è appellato per far cessare le attività dell'impianto, potrà fare chiarezza. Il presidio, come invece confermato dalla coordinatrice regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità, Marcella Amadio, andrà avanti tutta la notte. "Siamo qui per dire ancora, dopo tanti anni, il nostro no alla discarica di Monte La Poggia perché è uno schiaffo al buonsenso - ha detto Amadio -. Bellabarba dovrebbe vergognarsi nell'insistere con questa discarica. Mi auguro che il sindaco di Livorno e il presidente della Regione risolvano al più presto questa situazione, per il bene della città e la salute dei livornesi. Nel frattempo saremo lì a vigilare"

Salvetti: "Vogliamo mettere fine alla discarica, cercheremo un percorso comune"

Il sindaco, intervenendo in una conferenza stampa proprio sull'ambiente, nel tardo pomeriggio di lunedì 8 luglio ha affrontato la questione di Limoncino: "Si è giunti a questo punto perché la precedente amministrazione non è stata collaborativa - ha detto Salvetti -, disertando per due volte le conferenze dei servizi. Si è dunque proseguito l'iter della discarica senza il parere del Comune. Il 12 luglio è stata convocata un'altra conferenza di servizio in Regione, alla quale parteciperò con un faldone di documenti relativi ai dubbi sul lavoro della discarica e all'impatto ambientale". "Inoltre - ha concluso il sindaco - chiederemo di incontrare la proprietà che attualmente gestisce la discarica di Limoncino. All'incontro parteciperà anche la regione Toscana, che è sodale nel nostro intendimento di porre fine alla discarica, nel tentativo di trovare un percorso comune". 

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