Perini (Lega): "Aggredito dagli antagonisti". Ma Bottai (PC) replica alle accuse: "La verità è un'altra". VIDEO

La denuncia su Facebook del consigliere della Lega: "Questi sono i loro metodi". Ma il segretario del Partito Comunista dà la sua versione: "Nemmeno sfiorato, le telecamere hanno ripreso tutto"

Una lite in pieno centro, a pochi passi da Palazzo civico, tra il consigliere comunale della Lega, Alessandro Perini, e il segretario del Partito Comunista, Lenny Bottai. Discussione che, da animata, si trasforma in colluttazione all'arrivo di un terzo personaggio, sconosciuto ai protagonisti del diverbio, il quale scende dall'auto e colpisce Bottai con un pugno. Da lì il parapiglia in cui Perini racconta di essere stato colpito, mentre il segretario del PC sostiene di non aver torto un capello al consigliere della Lega e di essersi soltanto difeso dall'aggressione del "gorilla" sconosciuto. 

È questa la parziale ricostruzione di quanto successo intorno alle 13 di martedì 31 dicembre e raccontata in video, su Facebook, dai due litiganti: prima la versione di Perini, con le accuse dirette a Bottai e ai suoi "amichetti", senza tuttavia citare l'intervento del terzo personaggio come poi invece raccontato anche a LivornoToday. Quindi la replica dell'ex pugile, segretario PC, che si dice "certo che le telecamere e i testimoni racconteranno la verità". Una vicenda ripresa anche dal leader nazionale della Lega, Matteo Salvini, con un post in cui parla di "aggressione contro un leghista, stavolta a Livorno per mano di una decina di conigli di sinistra. E poi sono loro a portare pace, sorrisi e gioia nelle piazze".

Perini: "Aggredito da antagonisti comunisti, questa è la loro politica"

A supporto di tutto il referto ospedaliero (prognosi di 8 giorni), dal quale tuttavia risulta soltanto un aggressore e non dieci come sostenuto da Salvini e dallo stesso Perini nel video Facebook.

Una versione rivista, almeno in parte, anche nelle dichiarazioni rilasciate qualche ora dopo l'accaduto: "Bottai mi ha aggredito - spiega Perini -, mi ha messo le mani in faccia, mi ha spinto e mi tirava per un orecchio. Per fortuna passava una persona in macchina, che io non conosco ma lui dice di conoscermi, la quale ha visto la scena ed è sceso dall'auto per aiutarmi. Ci siamo trovati io e lui circondati da dieci persone, non è stata una bella scena". "Ovviamente non ero in condizioni di potermi esporre fisicamente - continua Perini - e Bottai stava diventato molto aggressivo: fortunatamente è intervenuta questa persona, poi si è creato un parapiglia tra Bottai e questa persona, io sono intervenuto per dividerli e qualcuno mi ha colpito, ma non mi sono reso conto chi fosse. So solo che dall'orecchio al naso sono tutto dolorante, poi ho visto che perdevo sangue. Ho chiamato la polizia e poco dopo sono arrivati alcuni agenti della Municipale. Sono andato in pronto soccorso a farmi refertare. Tutto questo è successo in pieno giorno davanti al Comune: il fatto grave è che non si possa girare nemmeno davanti al Comune o in centro a Livorno, perché cosi diventa problematico".

Bottai (PC): "Perini un provocatore, ma la verità verrà fuori con le telecamere"

Diversa i fatti raccontati da Bottai che, a distanza di ore, ha esposto la sua versione sempre con un video su Facebook: "La discussione con Alessandro Perini va avanti da diverso tempo - spiega il segretario del PC -. Purtroppo il consigliere è andato spesso fuori dalle righe, provocando e arrivando a quelle che per me sono offese, di cui conservo alcuni screenshot. Questa discussione è andata avanti fino a quando Alessandro ha postato una fotografia mentre era nei pressi del Comune invitandomi a un confronto e allora sono andato là per chiarirmi direttamente di persona".

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Fin qui niente di eclatante, poi il precipitare degli eventi: "Dopo un pò che discutevamo, anche abbastanza animatamente con alcuni passanti che si sono fermati ad assistere, è arrivata una macchina - sostiene Bottai -, è sceso un uomo che si è rivolto ad Alessandro chiedendogli se fosse il figlio di Perini e poi si è girato da me e mi ha dato un cazzotto che ha fatto volare occhiali e cellulare. Dopo essere stato aggredito da questo 'gorilla', mi sono difeso e ho fermato l'uomo, che poi una volta bloccato se ne è andato via, prima dell'arrivo della polizia municipale. Io non ho aggredito e picchiato Perini, ero solo, ci sono molti testimoni e le telecamere che hanno ripreso tutto. La verità verrà fuori. Non solo: il padre di Perini è arrivato poco dopo e, davanti a tutti, ha detto che avrebbe chiesto al figlio di smettere di provocare". Intanto, nessuno ha sporto denuncia.

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