Tentato omicidio al moletto, l'avvocato dell'accoltellatore: "In appello ci saranno nuovi sviluppi"

Convalidato l'arresto del giovane finito in carcere per l'aggressione a un 32enne nella notte di domenica 14 luglio, libera la madre. Il legale, avvocato Massimo Gambacciani: "Verrà fuori una visione opposta delle cose"

Rimarrà in carcere il 19enne che domenica 14 luglio, intorno alle 23, ha accoltellato un uomo di 32 anni, reato per il quale era stato accusato in concorso con la madre 44enne, livornese come il figlio, libera, invece, dopo essere stata inizialmente trasferita a Sollicciano. A deciderlo è stato il giudice Antonio Del Forno nell'udienza di convalida che ha confermato la misura cautelare per il giovane, adesso detenuto a Le Sughere; nessun obbligo, invece per la donna, la quale aveva atteso il giudizio a casa dei genitori, secondo le disposizioni del sostituto procuratore Giuseppe Rizzo, e che risulta comunque indagata in stato di libertà. 

Tentato omicidio al moletto, arrestato 19enne livornese  

Gambacciani, legale dell'accoltellatore: "In appello ci saranno nuovi sviluppi"

A contestare la misura adottata dal tribunale di Livorno è l'avvocato Massimo Gambacciani, legale nominato dalla famiglia dell'accusato. "Ricorreremo sicuramente in appello - dice Gambacciani - e sono certo che ci saranno nuovi sviluppi che daranno una visione completamente opposta delle cose". Quale essa sia, l'avvocato preferisce però non dirla. "Il quadro non è così chiaro - conclude Gambacciani -, ci sono delle contraddizioni". 

La ricostruzione dell'aggressione al moletto Nazario Sauro

I fatti, stando a quanto ricostruito dalla polizia e al racconto di decine di testimoni, sarebbero invece abbastanza delineati. L'aggressione è avvenuta con un coltello dopo che la madre del giovane aveva limitato le possibilità di difesa della vittima spruzzandogli contro uno spray urticante. L'arma ancora insanguinata è stata poi ritrovata dagli agenti nella borsa della donna insieme a un altro coltello, uno scacciafolla e, appunto, lo spray al peperoncino. Il movente del tentato omicidio, accusa dalla quale dovrà difendersi il giovane, sarebbe un debito di pochi euro contratto dall'aggressore con la vittima. A scatenarlo, potrebbero invece essere state le insistenti richieste di risarcimento da parte del 32enne che, secondo gli inquirenti, avrebbe minacciato il giovane di impossessarsi della sua bicicletta quale saldo del credito avanzato.

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