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Cronaca

"Lockdown un anno dopo", ecco il libro che racconta 12 mesi di Covid: "Fondamentale il lavoro dei giornalisti"

Ideato dal Consiglio regionale della Toscana, il volume contiene gli articoli e le foto dei maggiori quotidiani toscani che hanno descritto questo annus horribilis. Giani: "La memoria deve aiutarci a progettare il futuro, ora avanti coi vaccini e la ricostruzione socio-economica"

È stato presentato oggi, martedì 9 marzo, nella sala Pegaso della Regione Toscana, il libro "Lockdown, un anno dopo - I 12 mesi che hanno cambiato le nostre vite nel racconto e nelle immagini dei protagonisti dell'informazione toscana". Il volume, ideato e prodotto dal consiglio regionale, è composto dagli articoli dei maggiori quotidiani toscani e corredato dalle foto donate da molti fotografi, che restituiscono la cronaca dell'anno appena trascorso segnato dalla pandemia.

Giani: "Accelerare sui vaccini e pensare a ricostruire il tessuto socio-economico"

"Questo è un libro che dipinge il quadro della memoria - ha affermato il governatore Eugenio Giani - necessaria non solo al ricordo, ma anche alla definizione delle nostre azioni che guardano al futuro. Attraverso le cronache e i dati abbiamo capito che durante i cambi di stagione c'è una recrudescenza dei contagi, questo deve esserci di lezione". Giani ha rammentato come l'8 marzo 2020 arrivò la notizia della prima persona morta per Covid in Toscana, e come il 20 si raggiunse il picco dei contagi. "Ora le sfide che ci si pongono difronte sono la vaccinazione - ha continuato Giani -, su cui dobbiamo assolutamente cambiare passo e lo faremo, con l'arrivo domani di 40mila dosi Astrazeneca seguite nei prossimi giorni dalle 30mila di Pfizer-Biontech. Dall'altro lato dobbiamo iniziare a lavorare sulla deteriorata realtà socio-economica da ricostruire una volta superata l'emergenza sanitaria".

Insieme a Giani, il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo: "Ricordiamo un giorno che ha fatto la storia con un libro che vuol dire grazie ai cittadini toscani per la pazienza e la responsabilità con la quale hanno accettato il cambiamento - ha detto Mazzeo -, ma vuole anche di nuovo sottolineare il lavoro svolto dagli operatori di prima linea, dai sanitari, dal mondo del volontariato ed anche dal mondo dell'informazione mentre noi eravamo chiusi in casa. Il lavoro di radio, giornali e televisioni affidabili abbia disinnescato l'onda di fake news che ha accompagnato l'insorgere del virus".

Lockdown, un anno dopo: gli interventi alla presentazione del libro

Il ricordo di quanto passato in questi dodici mesi, anche dal punto di vista professionale, è vivo nelle parole del presidente dell'Associazione stampa Toscana Sandro Bonucci: "Quando ci siamo trovati tutti chiusi in casa nel primo lockdown, i giornalisti hanno continuato a raccontare gli eventi tragici rimanendo in prima linea - ha detto Bonucci -. Questo libro lascia qualcosa di tangibile su un evento che ricorderemo a lungo e spero che a questa pandemia possa seguire una grande ricostruzione come avvenuto dopo la fine della Seconda guerra mondiale".

Infine Carlo Bartoli, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Toscana, si è concentrato sui due temi a suo avviso più importanti: "Innanzitutto abbiamo verificato che la buona informazione fa bene alla salute - ha spiegato Bartoli -, mentre quella cattiva nuoce. Inoltre abbiamo osservato come sui giornalisti si sia scaricata la tensione sociale accumulata. Dobbiamo essere orgogliosi per la professionalità dimostrata nel raccontare una realtà spesso cruda e dolorosa".

Alla presentazione del volume hanno partecipato, in presenza o in remoto, il direttore del CorriereFiorentino Roberto De Ponti, il direttore de Il Tirreno Stefano Tamburini, il vicedirettore de La Nazione Piero Fachin, il caporedattore de La Repubblica Firenze Fabio Galati.

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