Maltempo, allerta rossa e rischio idraulico: il perché delle scuole chiuse a Livorno ma non a Rosignano

In città, l'amministrazione ha preso questa decisione in quanto "con l'attuale sistema regionale di previsione non potevamo fare altrimenti". Intanto cimiteri e mercati tornano aperti

Scuole chiuse a causa di un'allerta rossa per rischio idraulico che ha interessato Livorno e la sua provincia. Eppure oggi, lunedì 17 novembre, in città la situazione è sotto controllo con il sole che l'ha fatta da padrone nelle prime ore della mattina. Da un lato quindi troviamo studenti felici di poter stare un giorno in più a casa con il bel tempo fuori, ma dall'altro ci sono genitori e comuni cittadini che si chiedono i motivi di questa decisione alla luce del fatto che, a differenza di quanto successo a Pisa con l'Arno che rischiava di esondare da un momento all'altro, in città non si sono registrati pericoli. Il sindaco Luca Salvetti ha provato a dare una spiegazione, sottolineando che "i corsi d'acqua minori ed i rii non dovrebbero creare problemi. Con l'attuale sistema regionale di previsione, non potevamo fare altrimenti". Proviamo quindi a fare un po' di chiarezza su quanto accaduto e sulle decisioni prese. 

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Cos'è il rischio idraulico

L'allerta, così come riportato anche dal sito della Regione, non era stata data per pioggia o forte vento, ma per rischio idraulico, ovvero, come riportato sul sito della protezione civile, la probabilità che un territorio possa subire conseguenze dannose a seguito dell’esondazione di un corso d’acqua. Nella nostra provincia, sotto la lente d'ingrandimento erano finiti il fiume Cecina (che ha costretto 500 persone a lasciare le proprie abitazioni), il fiume Fine a Rosignano e lo Scolmatore al confine tra Livorno e Pisa. Situazioni queste sempre tenute sotto controllo, ma che hanno portato la Regione a emettere un'allerta rossa. 

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Scuole chiuse a Livorno, ma non a Rosignano

Ricevuta la comunicazione da parte della Regione, il sindaco Salvetti ha subito emesso un'ordinanza che prevedeva la chiusura di scuole, parchi e cimiteri. Tuttavia, a distanza di poche ore, il comune di Rosignano Marittimo, anch'esso interessato dall'allerta rossa, ha invece comunicato che tutte le strutture sarebbero rimaste aperte. Perché questa differenza? La spiegazione è possibile trovarla nelle comunicazioni date dalle rispettive amminsitrazioni.

Salvetti infatti, nel giustificare la sua decisione, ha comunque tenuto a sottolineare che "l'allerta è per rischio idraulico del reticolo maggiore per i grandi fiumi, ovvero Arno e Ombrone. Per quanto riguarda il nostro territorio interesserà lo Scolmatore. Ma essendo arrivato dalla Regione Toscana un codice rosso per la nostra zona A6, non possiamo che seguire il criterio della massima cautela. Comunque, tengo a precisare, che con questa tipologia di rischio, i corsi d'acqua minori ed i rii, ovvero quelli presenti nella città di Livorno, non dovrebbero creare problemi. Con l'attuale sistema regionale di previsione non possiamo esimerci dall'assumere questo tipo di decisioni con un codice rosso attivo". 

Il primo cittadino di Rosignano, Daniele Donati, ha invece optato per una scelta diversa: "Il codice rosso è relativo alla prevista piena dell'Arno (reticolo idraulico principale) che non coinvolgerà il nostro comune. La situazione del fiume Fine è sotto controllo e non presenta criticità, pertanto non ci sono le condizioni per la chiusura delle scuole del territorio comunale di Rosignano Marittimo". 

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A Livorno riaprono mercati e cimiteri, a Cecina le persone ecavuate tornano a casa

Dato il migliorare delle condizioni meteo, il sindaco di Livorno ha stabilito la riapertura di cimiteri e mercati, ma non dei parchi pubblici che, invece, resteranno chiusi. A Cecina, come spiegato dal sindaco Samuele Lippi, le persone che erano state costrette ad abbandonare le case per la piena dell'omonimo fiume hanno fatto rientro nelle proprie abitazioni. La situazione comunque resterà sotto controllo e solamente intorno a mezzogiorno sarà possibile fare una stima dei danni. 

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