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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca

Pisa | Manganellate sugli studenti pro Palestina, condanna e solidarietà da Livorno: "Gravissima repressione"

Nel primo pomeriggio di ieri il corteo in piazza Grande, in serata il presidio davanti alla prefettura. E oggi un'altra manifestazione contro tutte le guerre

La risposta alle manganellate sugli studenti e sulle studentesse che manifestavano in sostegno del popolo palestinese, Pisa la dà nella serata di ieri, venerdì 23 febbraio, riempiendo con tremila persone piazza dei Cavalieri. Una condanna spontanea all'intervento della polizia e una dimostrazione di solidarietà ai ragazzi e alle ragazze colpite,dimostrata in tutto il Paese, Livorno compresa. Nel primo pomeriggio di ieri, proprio uno studente pisano delle scuole superiori ha portato la sua testimonianza al corteo organizzato dai movimenti studenteschi livornesi, mentre in serata si è formato un presidio davanti alla prefettura al quale hanno aderito diverse forze di centrosinistra e alcuni esponenti della giunta. Durissima la posizione di Potere al Popolo

La condanna della giunta: "Sconcertante, si faccia chiarezza"

Oltre alle parole del sindaco Luca Salvetti, è arrivata anche la nota della giunta comunale: "Le immagini e le testimonianze che arrivano dagli studenti di Pisa sono inquietanti. Ragazzi e ragazze, in alcuni casi minorenni, che manifestavano la loro solidarietà per il popolo palestinese sono stati caricati e feriti dalla polizia. Tutto questo è avvenuto davanti all'ingresso di un liceo, sotto gli occhi sconcertati e spaventati di insegnanti e compagni di classe che in queste ore stanno diffondendo messaggi utili alla ricostruzione dell'accaduto. Si è ricorsi alla violenza nei confronti di ragazzi inermi e questo non può essere in alcun modo giustificato". "In queste ore arrivano notizie di episodi analoghi in altre città - si legge ancora nella nota della giunta -. Occorre che sia fatta subito chiarezza e che vengano appurate le responsabilità di questi gravissimi episodi di violenza. Oltre a condannare queste cariche, vogliamo esprimere la nostra vicinanza ai ragazzi e alle ragazze coinvolte, alle loro famiglie e a tutti coloro che hanno assistito a queste scene sconcertanti". 

Parole dure anche dalla sede provinciale del Partito Democratico di Livorno: "Quanto accaduto è vergognoso. Si tratta di immagini che mai avremmo pensato di vedere in un paese civile e democratico come il nostro. Sono comportamenti inaccettabili che purtroppo avvengono nel totale silenzio del governo e del ministro Piantedosi. La libera e pacifica manifestazione di opinioni e anche di dissenso è una libertà fondamentale garantita dalla Costituzione che non può essere limitata né messa in discussione". 

Potere al Popolo: "Il questore un reduce del G8, ha lasciato che si caricassero a freddo studenti minorenni"

"Purtroppo dobbiamo prendere atto che episodi come questi sono accaduti numerosi anche sotto i governi del Partito Democratico - condanna Potere al Popolo, presente al corteo studentesco di ieri - che oggi non può certo pensare di rifarsi una faccia solo perché sta all'opposizione del Paese e della città pisana. In questi mesi, dalle piazze, alle tv di Stato, al palco del festival di Sanremo, si sta impedendo a un paese di mostrare la sua solidarietà a un popolo sconvolto da un genocidio davanti al quale i potenti del mondo chiudono gli occhi e addirittura reprimono chi quegli occhi prova a farli aprire, per mostrare quanto quella guerra non sia una semplice guerra, ma la distruzione e la volontà di cancellare un popolo e una cultura per accaparrarsi terre da colonizzare".

"Ancora più grave - concludono da Potere al Popolo - è il fatto che il questore Sebastiano Salvo sia un 'reduce' del G8 di Genova e in quegli anni rivestisse addirittura la carica di vice-questore addetto all'ordine pubblico. Evidentemente i metodi da macelleria messicana devono essergli rimasti impressi se oggi ha lasciato che si caricassero a freddo degli studenti minorenni. Quanto visto oggi rende più che mai necessario chiedere con forza l'introduzione dei numeri identificativi degli agenti"

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