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Martin Parr, ai Granai di Villa Mimbelli la mostra 'Life's a beach' del fotoreporter inglese

L'inaugurazione sabato prossimo, 25 settembre. L'appuntamento era previsto per il 2020 ma saltò a causa della pandemia

Cinquantasei fotografie esposte pronte a raccontare il mondo dei bagnanti nel loro tempo libero, mentre stanno 'distesi al sole', in costume, a rilassarsi. Sabato prossimo, 25 settembre, alle 18, si inaugurerà ai Granai di Villa Mimbelli - sede del museo civico Fattori - la mostra Life's a beach di Martin Parr, fotoreporter inglese. Un evento, mantenuto con tenacia e determinazione, che si sarebbe dovuto svolgere nel corso del 2020 ma che fu obbligatorio rinviare a causa della pandemia.

Martin Parr è riconosciuto come uno dei più grandi fotografi contemporanei, in grado di trasformare la foto documentaristica in foto d'arte attraverso un punto di vista estremamente originale e un uso del colore esasperato. Una mostra, 'Life's a beach', che a Livorno assume un significato ancora più importante visto che la nostra città di mare ha fatto della balneazione un sistema di vita. L'evento è promosso dalla fondazione Carlo Laviosa in compartecipazione con il Comune di Livorno e l'agenzia Magnum di Parigi. La mostra sarà visitabile fino al 12 dicembre 2021 il giovedì e il venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (ingresso intero 5 euro, ridotto 3 euro). 

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L'assessore Simone Lenzi: "Evento di qualità e spessore artistico". Serafino Fasulo: "Scatti di abitudini e costumi che raccontano l'animo umano"

"Martin Parr - ha spiegato l’assessore alla Cultura Simone Lenzi - fotografa la splendida ironia del reale, la tenera e chiassosa vitalità degli uomini. Sono estremamente contento di poter finalmente avere questa mostra a Livorno, dopo lo slittamento forzato di un anno causa pandemia. La trovo estremamente calzante per la nostra città, oltre ad essere un evento di oggettiva qualità e spessore artistico".

Curatore della mostra è Serafino Fasulo: "Martin Parr – ha detto – è un reporter della quotidianità, lavoratore dello sguardo, che fotografa abitudini e costumi che raccontano l'animo umano, smascherando i luoghi comuni dietro ai quali spesso si nascondono trivialità, grottesco, cultura degradata. È capace di vedere ciò a cui siamo assuefatti e metterci davanti a uno specchio che rimanda un'immagine tutt'altro che gratificante. Riesce - ha concluso - a trovare grandi temi di riflessione sulla condizione umana con un umorismo che rasenta il sarcasmo, ponendoci, per una volta, non di fronte ai vizi degli altri ma ai nostri".

"La vita è una spiaggia o la spiaggia è la vita – dice Giovanni Laviosa, presidente Fondazione Carlo Laviosa - Se gli umani tendessero a ricercare la propria comunità, intesa come individui che si assomigliano, potrebbero farlo anche sulla spiaggia. Grazie a Martin Parr per darci uno spunto di riflessione mostrandoci quel che spesso ci sfugge. Mi viene in mente la differenza tra educazione, intesa come rispetto trasversale delle differenze tra le comunità, e le buone maniere, altra manifestazione di ricerca della propria comunità ma settaria ed ipocrita, se fine a se stessa. Insomma -ha concluso -, avanti nella vita a ricercare quel che costa fatica raggiungere anche sulla spiaggia".

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