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Mascherine nelle edicole, scatta la protesta: "Aggrediti e minacciati, non le distribuiremo più"

Alcuni giornalai della città lamentano un comportamento scorretto da parte dei cittadini: "Non ci credono quando diciamo che le abbiamo finite"

Offesi, minacciati e, in alcuni casi, accusati addirittura di furto. Questo è quanto lamentano alcuni edicolanti del centro città che, da qualche giorno, stanno distribuendo gratuitamente le mascherine della Regione avendo aderito, spontaneamente, all'iniziativa promossa dalla Toscana. La situazione, stando a quanto raccontano, starebbe sfuggendo di mano: lunghe code fin dalle prime ore del mattino, ressa per accaparrarsi gli ultimi dispositivi e aggressioni verbali da parte dei cittadini. "Così non possiamo più andare avanti - gridano alcuni giornalai - da oggi smettiamo di distribuire mascherine, ne va della nostra incolumità".

Ieri, sabato 6 giugno, un episodio proprio non è andato giù a un edicolante vicino al Duomo: "Stavo aspettando il corriere - il suo racconto - ma le persone che erano in coda non mi hanno creduto pensando che volessi tenermi le mascherine per me. Lo stesso è successo ad altri miei colleghi che sono stati fatti passare per ladri". 

cartello no mascherine edicola piazza grande lato orefice galeni (1)-2

Mascherine, edicolanti in rivolta: "Offesi e fatti passare per ladri"

Andrea, gestore della struttura davanti al bar Sole in via Grande, spiega quello che sta accadendo: "Sono stato offeso dai clienti sia venerdì 5 che sabato 6 giugno - le sue parole – e tutto questo solo perché avevo il cartello 'mascherine terminate'. Più di una persona non mi ha creduto dicendo che le avevo nascoste. Quando poi arriva il corriere succede di tutto: gente che urla, assembramenti e persone che arrivano fin quasi dietro al bancone pur di accaparrarsi i dispositivi. Da ieri ho detto al corriere di non venire più perché sospendo la consegna". In quel momento, per fortuna, passava una pattuglia della finanza che, vista la situazione, si è avvicinata e ha calmato le persone. 

Momenti di tensione, ma anche di solidarietà. "Anche a me è capitato lo stesso episodio - sottolinea Stefano che ha l'edicola davanti a quella di Andrea - . Per questo ho deciso, come segno di vicinanza verso un collega aggredito, di non distribuire più i dispositivi. L'ho anche scritto sul cartello fuori al mio chiosco". 

cartello edicola via garibaldi-3

"Passare per disonesto per un servizio che faccio gratuitamente non mi sembra giusto"

Spostandosi in via Garibaldi, il clima che si respira è sempre lo stesso: "Spesso e volentieri vengo offeso - commenta Massimiliano - per un servizio che faccio gratuitamente, non mi sembra giusto. Finisco di consegnare le ultime mascherine e poi non le prenderò più. Ci sono molte persone che prendono il reddito di cittadinanza, vengano loro a fare questo lavoro visto che, dal mio punto di vista, non ne vale la pena".

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