Cronaca

Matrimoni ed eventi, imprese in piazza: "Nessuna data per ripartire, decisione irresponsabile"

La protesta davanti alla Regione: "Il governatore solleciti il governo, il nostro comparto merita rispetto. Vogliamo lavorare, siamo fermi da 14 mesi"

foto di archivio

Sono fermi da oltre un anno e adesso chiedono a gran voce di poter tornare a lavorare. Lo faranno lunedì 26 aprile alle 12 in piazza Duomo, a Firenze davanti alla sede della giunta regionale, portando in strada la voce di migliaia di professionisti del comparto "matrimoni ed eventi" che, ormai da 14 mesi, sono costretti a stare fermi. Peggio, perché a differenza di qualsiasi altra attività, non hanno neppure una data per riorganizzare la ripartenza dal momento che "il governo si è dimenticato di noi". Ecco il senso della manifestazione, una protesta contro la mancata indicazione di una data per la ripartenza per le attività del comparto. Ad organizzarla, in contemporanea con altre 11 capoluoghi di Regione, è la confederazione delle associazioni di categoria del settore Matrimoni ed Eventi (Unanime), in collaborazione con Filiera Eventi Unita e, per la piazza di Roma, con Insieme per il Wedding.

Federmap: "Per noi neppure una data di ripartenza, è incomprensibile"

"Il governo - spiega la delegazione toscana di Federmep - ha indicato date per la ripresa di ogni tipo di attività, ma non per i matrimoni e gli eventi privati. Una decisione incomprensibile che rischia di bruciare anche la stagione estiva, dopo 14 mesi di inattività. Tanto più incomprensibile perché non è stato preso in considerazione il protocollo per la ripartenza che abbiamo consegnato alla Conferenza delle Regioni. Per questa ragione saremo davanti alla giunta regionale per sollecitare il presidente Eugenio Giani a raccogliere il nostro appello e a far sentire la voce di un comparto che merita rispetto".

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Tre le richieste sul tavolo: oltre a una ripartenza immediata dei matrimoni e degli eventi, l'ampliamento del fondo a sostegno delle imprese del settore istituito dal decreto Sostegni e un'accelerazione nella liquidazione dei ristori. Sullo sfondo, una class action per il risarcimento dei danni subiti. "Siamo professionisti responsabili, attenti ad ogni dettaglio, compresa la sicurezza per i nostri clienti - dicono -. Dopo oltre un anno di inattività chiediamo una cosa straordinaria: ricominciare a lavorare". Una richiesta che, in Toscana, vale per oltre 7mila operatori economici e 50mila persone impiegate stabilmente, a cui si aggiungono stagionali e occasionali. Oltre 20mila eventi realizzati nel 2019 con un fatturato diretto di circa 1 miliardo (oltre 160 milioni di destination wedding, con la Toscana prima in Italia con il 30% del mercato, che si attesta intorno ai 550 milioni di euro di diretto). 

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