Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Moby Prince, i familiari delle vittime scrivono al premier Draghi: "Desecretare i documenti, vogliamo la verità"

Lunga lettera indirizzata al capo del governo: "Troppe interferenze, omissioni e depistaggi subito dopo la tragedia"

I familiari delle vittime del Moby Prince hanno scritto una lunga lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella quale chiedono che possa venire fuori quella verità, attesa da 30 anni, su quanto accadde in quella tragica notte nella quale persero la vita 140 persone. Dopo essere stati ricevuti dal presidente della Camera, Roberto Fico, i parenti chiedono direttamente l'intervento del capo del governo affinché possa "desegretare eventuali documenti che potrebbero essere utili per comprendere cosa è avvenuto realmente nel porto Livorno". 

Moby Prince, la lettera dei familiari delle vittime al premier Draghi

Di seguito riportiamo integralmente la lettera indirizzata al premier: 

Gentilissimo presidente Draghi,

leggiamo con interesse che ha avuto un incontro con le associazioni dei familiari delle vittime di stragi e che la presidenza del Consiglio ha preso in carico la guida del comitato per la decretazione degli atti riguardanti le stesse, indicando come presidente del suddetto comitato il segretario generale Roberto Chieppa.

Siamo in sintonia con le sue richieste di chiarezza e giustizia, quali contributo per ricostruire le vicende drammatiche che hanno caratterizzato la storia recente del nostro Paese, ma le chiediamo di non dimenticarsi della strage del Moby Prince, la più importante tragedia della marina mercantile italiana dal dopo guerra. Il 10 aprile del 1991 nel porto di Livorno, affollato di navi militari e militarizzate, in seguito alla collisione tra un traghetto passeggeri, il Moby Prince, e la petroliera Agip Abruzzo, morirono in modo atroce ben 140 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio del Moby Prince. Indagini e processi avevano portato alla costruzione di una verità di comodo, basata su una nebbia improvvisa e su un comando del traghetto distratto, aspetti che per anni hanno derubricato la strage del Moby Prince ad un banale incidente.

"La nebbia non era presente, nessuno ha prestato soccorso al Moby"

"È servita una Commissione parlamentare di inchiesta del Senato della Repubblica Italiana della scorsa legislatura per ribaltare le verità processuali, evidenziando che la nebbia non era presente, che i passeggeri e i membri dell’equipaggio del traghetto hanno vissuto molte ore e che era palese che nessuno aveva prestato soccorso al Moby Prince. Una vera e proprio omissione di soccorso. Sono stati lasciati al loro destino, un destino crudele di atroce sofferenza e di morte. Per un banale incidente non viene istituita una Commissione parlamentare e tantomeno viene istituita la nuova Commissione della Camera che sta lavorando nell’attuale legislatura.

"Desecretare i documenti per far emergere la verità"

Gentilissimo presidente, le chiediamo di ricordarsi in futuro nella strage del Moby Prince ed inoltre di impegnarsi a far desecretare eventuali documenti che potrebbero essere utili per comprendere cosa è avvenuto realmente nel porto Livorno la notte del 10 aprile 1991 e tutti i successivi tentativi di interferenza, manomissione ed omissione, e infine di appoggiare con forza la Commissione parlamentare che sta muovendo i suoi passi alla ricerca della verità. Noi familiari ci siamo, quando vuole la incontriamo con vero piacere". 

Luchino Chessa, Presidente Associazione 10 Aprile-Familiari Vittime
Moby Prince Onlus
 Nicola Rosetti, Presidente Associazione 140 Familiari vittime Moby Prince

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