Cronaca

Moby Prince, Salvetti: "Dopo 30 anni siamo ancora a chiedere verità e giustizia. Ma non dimenticheremo mai"

Il sindaco di Livorno sul trentesimo anniversario in memoria delle vittime del Moby: "Non è stato uguale a tutti gli altri. Momenti significativi per ribadire che non abbiamo intenzione di dimenticare né ora né mai"

Si è immaginato come sarebbe stata la vita di Ilenia, che oggi avrebbe avuto poco più di 31 anni e che sul Moby Prince, la sera del 10 aprile 1991, muoveva i suoi primi passi tra i saloni del traghetto prima di entrare in cabina insieme ai genitori e alla sorella più grande di tre anni. Un futuro radioso nella mente del sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che ha accolto nell'aula del consiglio comunale parenti delle vittime e istituzioni con una bella ipotetica storia (qui l'intervento completo) "cancellata in una tragica e insopportabile sliding door, imboccata la quale ci sono state le morti atroci di 140 persone, il dolore dei familiari e l'angoscia di un'intera città di un intero paese".

L'anniversario diverso da tutti gli altri

"Questo anniversario non è uguale a tutti gli altri - ha detto Salvetti - Non è uguale perché arriva dopo la scelta difficile da digerire della sentenza della sezione Civile del Tribunale di Firenze riguardo alla causa contro il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero della Difesa promossa dai familiari. Non è uguale perché a distanza di 30 anni siamo ancora ad inseguire giustizia e verità, in mezzo a ricostruzioni approssimative o fantasiose che puntualmente escono nei giorni del ricordo".

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Il saluto a Loris Rispoli

"Non è uguale perché la pandemia ci costringe ancora una volta a non potersi abbracciare e a non poter condividere emozioni e sensazioni nella maniera più naturale - ha proseguito il sindaco -. Non è uguale per me, e per tutti voi, perché qui non c'è una persona come Loris Rispoli, simbolo di un percorso straordinario di lotta ed impegno in questa vicenda maledetta di una strage che non ha nessun responsabile. Loris in questo momento ci ascolta, con la sua tempra da combattente sta condividendo nel suo animo e nella sua mente le parole dette e le sensazioni provate in queste ore. A lui va un saluto affettuoso".

La consegna della Livornina d'oro all'associazione 140

"La giornata di oggi (ieri, ndr) è stata molto intensa, ed è cominciata con il riconoscimento a chi ha salvato Alessio Bertrand è proseguita con la toccante cerimonia in Fortezza Nuova e la funzione religiosa presieduta dal vescovo, con il passaggio dalla sala del consiglio comunale fino alla lettura dei nomi delle vittime all'andana degli anelli, la deposizione delle corone, le rose lanciate in mare. La conclusione, poi, al teatro Goldoni, dove prima del concerto con il requiem di Mozart c'è stata la consegna delle Livornina d'oro all'associazione 140, la massima onorificenza cittadina che abbiamo voluto consegnare nel trentesimo anniversario della tragedia. Un modo per dire ad alta voce e con passaggi estremamente significativi che tutti noi non abbiamo intenzione di dimenticare né ora né mai".


 
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