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Moby Prince, l’abbraccio dei familiari a Loris Rispoli: "Tornerà a lottare con noi per la verità". Video

Il caloroso saluto del vicepresidente dell'associazione 140 al simbolo della lotta dei parenti delle vittime, assente alle commemorazioni per motivi di salute

Mancherà chi, prima di tutti e più di tutti, si è speso perché emergesse la verità e fosse fatta giustizia sulla tragica notte del 10 aprile 1991, quando sul traghetto Moby Prince di casa Navarma persero la vita 140 persone tra cui sua sorella Liana, 29 anni, commessa della boutique a bordo nave. Mancherà perché impegnato in una lunga battaglia personale di riabilitazione dopo il grave malore dello scorso 16 febbraio, ma Loris Rispoli, presidente dell'associazione 140, simbolo della lotta dei familiari delle vittime, sarà comunque presente con la mente e con lo spirito di chi non si è mai arreso di fronte all'impunità di una "strage", come ormai da tempo la definiscono i parenti tutti e non più soltanto loro. A Loris, tramite le parole del vicepresidente dell'associaizone 140, Nicola Rosetti, l'abbraccio di tutti i familiari e di una città intera che ha dimostrato a Loris stima e affetto in questo momento particolarmente difficile.

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