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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca

Livorno, trasferiscono illecitamente 200mila euro attraverso money transfer: due fratelli denunciati

Oltre 500 le operazioni contestate dalla guardia di finanza

Due fratelli di origine pakistana, titolari di quattro agenzie di 'money transfer' a Livorno, Cecina e Grosseto, sono stati denunciati dalla guardia di finanza per: possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, ricettazione, mancata osservanza degli obblighi di adeguata verifica della clientela previsti dall'attuale normativa in materia di prevenzione e contrasto dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Secondo quanto scoperto dalla guardia di finanza avrebbero trasferito illecitamente oltre 200mila euro attraverso ben 534 operazioni illecite. 

L'indagine trae origine da un'accurata attività info-investigativa condotta sul territorio, culminata con l'individuazione e il controllo dei due uomini le cui ditte erano "connotate da molteplici e significativi allert di rischio". I successivi approfondimenti hanno permesso di acclarare come i due fratelli "al fine di garantire l'anonimato ai propri clienti ed eludere la normativa antiriciclaggio che grava sui servizi di rimessa di denaro, avessero utilizzato i dati e l'identità di persone ignare e/o clienti occasionali cui intestare fittizie transazioni di trasferimento di denaro".

Le fiamme gialle hanno quindi sentito in atti i numerosi clienti delle agenzie “money transfer” ispezionate i quali, in alcuni casi, hanno disconosciuto i trasferimenti di denaro registrati a loro nome affermando di non aver mai effettuato tali operazioni presso il punto vendita in questione mentre, in altri, hanno dichiarato di aver effettuato solo alcune delle operazioni di trasferimento di denaro che, invece, risultavano annotate a loro nome.

In totale sono state monitorate 24.989 operazioni di trasferimento di denaro per un importo inviato complessivamente pari a 5.679.144,63 euro. È stato così possibile portare alla luce un vero e proprio "sistema di frode" messo in atto dai due fratelli pakistani che prevedeva l'attribuzione simulata delle somme da trasferire al di fuori dei confini nazionali a soggetti diversi da quelli reali, al fine di garantire l'anonimato agli esecutori delle rimesse di denaro.

Tutto questo è stato possibile realizzarlo mediante l'illecita utilizzazione di documenti identificativi falsi, rubati o smarriti nonché dei dati anagrafici di soggetti del tutto ignari delle operazioni finanziarie agli stessi intestate, quali formali mittenti delle rimesse di denaro in questione. A conclusione delle indagini i due fratelli, oltre alla denuncia, sono stati segnalati all'Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi per la conseguente cessazione dall'esercizio dell'attività.  

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