Cronaca

Morto sul lavoro in porto, la Regione convoca i responsabili sicurezza dell'Asl: "Le parole non bastano più"

Il presidente del consiglio regionale Mazzeo a seguito della notizia di un altro tragico incidente a Pietrasanta, dopo quello di Livorno di martedì scorso, ascolterà i dirigenti dei servizi di prevenzione sui luoghi di lavoro

"È un elenco lungo, interminabile e inaccettabile e per fermare questa strage le parole non bastano più. Rischiano di essere vuota retorica rispetto a chi la mattina si sveglia per andare a lavorare e la sera non tornerà a casa dalla sua famiglia". Così il presidente del Consiglio Regionale, Antonio Mazzeo, nella giornata di ieri mercoledì 8 settembre è intervenuto a seguito della notizia di altre due persone morte sul lavoro a poche ore di distanza dal tragico incidente di Livorno, dove un marittimo filippino di 54 anni ha perso la vita a seguito di un colpo subito da un cavo durante le operazioni di disormeggio all'altezza della Darsena Petroli. 

Morto sul lavoro in porto, il cordoglio di sindacati e istituzioni: "Inaccettabile scia di sangue"

"È per questo che - ha aggiunto Mazzeo - in accordo con il presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, Enrico Sostegni, e nella convinzione di interpretare la volontà di tutta l'assemblea legislativa senza alcuna distinzione di appartenenza politica, è stato deciso di convocare immediatamente in commissione i dirigenti responsabili dei servizi di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro delle Asl e gli assessori competenti in materia al fine di conoscere la situazione e di approntare tutte le azioni necessarie". La commissione Sanità, che ha osservato in avvio un minuto di silenzio, ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime e ai compagni e alle compagne di lavoro. 

Giani: "Far finire queste morti deve essere un imperativo categorico"

Appresa la notizia della morte di un operaio ucciso da una lastra di marmo a Pietrasanta anche il governatore Eugenio Giani è tornato sul tema: "Far finire queste morti deve essere per noi un imperativo categorico". "Se il cuore di tutti noi viene messo a dura prova da queste tragedie - ha proseguito -, la mente ci impone di non arrenderci. La Regione ha da tempo messo in campo strumenti per la potenziare la sicurezza e campagne per sensibilizzare la popolazione, fin dalla scuole. La ripartenza dopo la pandemia non deve farci abbassare la guardia. Ci metteremo subito al lavoro, a fianco delle parti sociali e delle istituzioni locali, delle scuole, delle aziende sanitarie per intervenire in modo capillare con investimenti, controlli, sanzioni".

"L'idea di cui oggi abbiamo parlato anche con il ministro Orlando con cui abbiamo firmato un Patto per il lavoro in Toscana - ha concluso Giani -, è quella di studiare, anche grazie alle risorse del Recovery Fund e ad accordi di partenariato in cui avrà un ruolo diretto anche il settore pubblico, progetti che possano dare alle imprese strumenti per investire di più e meglio nella sicurezza". 

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