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Cronaca

Morti sospette in ospedale, la sentenza slitta al 19 aprile. Bonino: "Vivrò questi giorni serenamente"

Ad annunciarlo è stata la stessa infermiera all'uscita dal tribunale. L'avvocato Cesarina Barghini ha chiesto l'assoluzione per la sua assistita

Doveva essere il "giorno del giudizio" per Fausta Bonino, l'infermiera di Piombino accusata di aver iniettato una dose mortale di eparina, un potente anticoagulante, ad almeno dieci pazienti causandone la morte. Invece la sentenza verrà pronunciata solamente il 19 aprile alle 9.30, come spiegato dalla diretta interessata. Per la donna, al termine della requisitoria, il pm Massimo Mannucci, aveva chiesto l'ergastolo mentre il suo avvocato, Cesarina Barghini, chiedeva l'assoluzione. Fin dalla mattina del 5 aprile, il tribunale di Livorno è stato preso d'assalto da cronisti e curiosi. Il legale della Bonino, in un momento di pausa, ha spiegato come se la sua cliente venisse condannata "sarebbe il più grave errore giudiziario di Livorno". La Bonino, insieme ai suoi avvocati, è uscita dal tribunale intorno alle 17: "Ci hanno rimandato al 19 aprile - le sue prime parole-. Io sono molto fiduciosa e penso che vivrò questi giorni in maniera serena. Purtroppo questi anni sono stati molto duri perché non poter andare a lavoro non ti permette di fare una vita serena. Voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine in questo periodo". 

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