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Cronaca

È morto Gigi Vanni: operaio del Cantiere e comunista, aveva 75 anni. "Ciao compagno 'benzina'"

È venuto a mancare nella mattina di mercoledì 4 ottobre nella sua casa di via Goito 87, circondato dall'affetto della sua famiglia

Ha combattuto una vita contro "i padroni, i soprusi, le ingiustizie sociali". Lo ha fatto da operaio del Cantiere nella lotta di classe, da militante comunista per il bene comune, da padre e marito sempre presente e indispensabile per la propria famiglia. Una vita per gli altri, fino a stamani, mercoledì 4 ottobre, quando Gigi Vanni, all'anagrafe Luigi, è morto a 75 anni, stroncato dalla Sla, circondato dall'affetto dei suoi cari nella sua casa in via Goito 87. 

Icona della lotta operaia del Cantiere Navale Luigi Orlando, dove aveva iniziato a lavorare tra la fine degli anni '60 e gli inizi degli anni '70, dopo un primo periodo alla Stanic, ha condotto la sua vita all'insegna del valore unico e imprescindibile di ideali come giustizia e libertà, sempre dalla parte dei più deboli. Cercando di far valere i principi che stavano alle fondamenta del partito Comunista. Proprio nel gennaio del 2021, come del resto faceva ogni anno, aveva partecipato con orgoglio insieme a tanti ex militanti, tra pugni alzati e bandiere rosse, al centenario della nascita del Pci al teatro San Marco, in Venezia.

Le altre grandi passioni di Gigi Vanni, il mare e le barche

Nel corso delle celebrazioni ribadì infatti che "essere comunista vuol dire continuare a combattere per quelli ideali di giustizia e libertà per i quali ci siamo avvicinati al partito". Un impegno che per un periodo di tempo ha concretizzato anche sugli scranni del consiglio comunale di Livorno, dove nel 1999 venne eletto tra le fila di Rifondazione Comunista, e per l'organizzazione delle attività dell'Unione Italiana Ciechi, lui che era ipovedente, quasi completamente cieco dal 1991.

Gigi Vanni alle celebrazioni per i 100 anni della nascita del Pci

Il ricordo degli amici: "Un baluardo di coerenza e di valori, ci mancherai Gigi"

Dagli amici e dai colleghi era soprannominato 'Benzina', proprio perché alimentava convinzioni, principi ed ideali con una veracità e una passione che fin da giovane non gli sono mai mancate. Amante del mare, del suo mare, e grande tifoso della Libertas Livorno e del Livorno calcio, ha seguito le sorti delle formazioni amaranto negli anni dal suo posto in gradinata. Forte anche la sua passione per il mondo remiero, nel 1978 fu infatti il fondatore del gozzo del Fabbricotti che in quello stesso anno conquistò il Palio Marinaro ottenendo così l'armo a dieci remi. 

Nelle ore successive alla sua scomparsa, una volta che la notizia si è diffusa, tanti gli attestati di cordoglio e vicinanza alla famiglia. Per la moglie, per i figli, per le nipotine Alice e Aurora alle quali era legatissimo e i nipoti tutti. "Ciao compagno benzina, continueremo a lottare anche per te" è uno dei messaggi di cordoglio lasciati in suo ricordo. "Gigi - ha raccontato un altro amico stringendosi intorno ai familiari - per me era un baluardo di coerenza e di valori".

La salma rimarrà esposta nelle salette del Commiato all'esterno del cimitero dei Lupi dalle 15 di mercoledì 4 ottobre. Venerdì 6 ottobre alle 11 l'ultimo saluto prima della cremazione. Alla moglie di Gigi, Simonetta, ai figli Nicola, giornalista responsabile di LivornoToday, e Igor, collega anch'egli giornalista, e a tutta la famiglia, giungano le più sincere e sentite condoglianze di tutta la nostra redazione. 

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