Teste di Modigliani, Lenzi: "Non ci saranno, alla mostra solo opere autentiche scelte da Restellini"

L'assessore alla Cultura spiega il "no" alla possibile esposizione delle tre sculture attribuite dallo studioso Carlo Pepi all'artista livornese: "Non devono esserci dubbi, il percorso è definito: le collezioni Netter e Alexandre sono una garanzia di autenticità"

Una scelta precisa, per tutelare l'amministrazione e, di conseguenza, tutta la città. Perché non vi sia dubbio alcuno che tutte le opere in mostra al Museo della Città, quando si terrà l'esposizione dedicata a Modigliani (7 novembre 2019 - 16 febbraio 2020), siano effettivamente autentiche. Ecco perché, al momento, non vi è possibilità alcuna che al catalogo "Modigliani e l'avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre", né in altre occasioni imminenti, siano aggiunte le tre teste attribuite dallo studioso Carlo Pepi all'artista livornese e conservate dagli eredi nel caveau di una banca. Una possibilità che si era fatta concreta proprio dopo l'apertura al dialogo da parte dei proprietari, disponibili - come raccontato da LivornoToday - a mostrare al mondo intero tre pezzi probabilmente unici e da sempre tenuti nascosti, ma che l'assessore alla Cultura del comune di Livorno, Simone Lenzi, al momento allontana.

Teste di Modigliani, gli eredi: "Disponibili al dialogo col Comune per la loro esposizione"

Simone Lenzi, assessore alla cultura

Lenzi: "Impossibile esporre opere al di fuori di quelle scelte da Restellini"

Lenzi non usa giri di parole per giustificare il "no" dell'amministrazione, una scelta determinata anche dalla volontà di mettersi al riparo da qualsiasi dubbio di autenticità. "Non è possibile aggiungere all'esposizione programmata opere che non rientrino nella rosa di quelle scelte dal curatore Marc Restellini. In questo senso il percorso è già definito - spiega Lenzi -. L'amministrazione quindi non intende esporre le tre sculture attribuite allo stesso Modigliani dallo studioso Carlo Pepi e appartenenti a collezionisti livornesi rappresentati dall'avvocato Cristina Cerrai". "E poi - prosegue Lenzi - non abbiamo né potremmo avere alcuna opinione circa l'attribuzione delle sculture in oggetto, essendo, questa, materia che riguarda la comunità internazionale degli studiosi d'arte, e non gli amministratori della cosa pubblica". Una chiusura, dunque, per quanto l'auspicio, anche dell'assessore stesso, è che si possa "aprire un dibattito nella comunità degli studiosi al quale, tuttavia, assisteremmo come spettatori imparziali".

romiti vaccaro modigliani (2)-2

"Assurdo mettere in dubbio la buonafede di Restellini"

Dopo la risposta indiretta agli eredi delle teste, Lenzi è quindi intervenuto nel corso della commissione consiliare di lunedì 7 ottobre per rispondere a una interpellanza presentata dal capogruppo di Fratelli d'Italia, Andrea Romiti, che metteva in dubbio la buonafede dello stesso curatore della mostra di Modigliani, Marc Restellini. L'ex candidato sindaco del centrodestra ha voluto chiedere informazioni su "a chi andassero veramente i 2 milioni di euro che verrano spesi dal Comune per la mostra", mostrando un estratto da "Il giornale dell'arte" risalente ad alcuni anni fa e nel quale si fa riferimento al fallimento della Pinacothèque de Paris, museo fondato proprio da Restellini. Il consigliere di FdI ed il gruppo della Lega in Consiglio Comunale hanno sostenuto che il curatore, per quanto accaduto, avrebbe avuto a suo carico una denuncia da parte del quotidiano "Il Sole 24 Ore", fatto prontamente smentito da Lenzi: "Casomai è al contrario - le parole dell'assessore - visto che ho qui una denuncia presentata alla Procura della Repubblica di Parigi da parte dello stesso Restellini verso quel giornale per un contenzioso che riguarda una sua società che, peraltro, non è quella con cui l'amministrazione ha firmato il contratto".

Mostra Modigliani, tutte le informazioni: biglietti, orari e numeri utili

L'assessore ha poi commentato duramente quanto sostenuto da Romiti: "Capisco che debba andare in cerca della solita popolarità, ma le collezioni Netter e Alexandre sono un sinonimo di garanzia e autenticità - ha detto Lenzi - e mettere in discussione la buonafede di Restellini lo trovo assurdo. Il curatore della mostra è comunque a disposizione dei consiglieri per qualunque chiarimento. Inoltre invito tutti a restare al di fuori da beghe che non hanno nulla a che fare con la mostra, che deve rappresentare un volano per iniziare a parlare di Modigliani livornese. In pratica siamo all'inizio di un percorso, alla fine del quale la città diventerà il fulcro di tutti coloro che vorranno approfondire la figura di Modigliani. La mostra, di valenza internazionale e universalmente riconosciuta, è solo la partenza". 

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