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Cronaca

Mostra di Modigliani, l'accusa di Romiti (FdI): "Conti pubblici messi deliberatamente a rischio, Salvetti si dimetta"

Dopo l'avviso dell'Agenzia delle Entrate e la richiesta di 800mila euro al Comune di Livorno, il capogruppo di Fratelli d'Italia attacca: "Si profilano anche ipotesi di reato penale, in tal caso il sindaco deve dimettersi"

"Annebbiato dalla smania di apparire un grande sindaco che presenta alla città la mostra di Modigliani nel centenario della scomparsa dell'autore, Salvetti ha agito con pressapochismo e spregiudicatezza, mettendo deliberatamente a rischio i soldi pubblici". Sono accuse pesanti quelle rivolte al sindaco dal capogruppo di Fratelli d'Italia, Andrea Romiti, in merito ai due avvisi di pagamento - 800mila euro in tutto tra mancate ritenute, interessi e sanzioni massime - arrivati al Palazzo civico dall'Agenzia delle Entrate dopo i controlli della guardia di finanza che avrebbero evidenziato irregolarità nel contratto firmato dal Comune con l'Institute Restellini per l'allestimento della mostra dedicata a Modigliani, organizzata a cavallo tra il 2019 e il 2020.

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Un grave danno economico per il quale, secondo Romiti, si profilerebbe anche un'ipotesi di "reato penale" che, qualora venisse accertato, dovrebbe avere come naturale conseguenza le "dimissioni" del sindaco. Un'ipotesi che chiede di valutare anche la Lega, col capogruppo Carlo Ghiozzi che incalza il sindaco per "relazionare in Consiglio di quanto accaduto", anche se, considerata la ricezione degli avvisi a fine febbraio, "avrebbe già dovuto riferire del grave fatto per un minimo senso di rispetto nei confronti del maggior organo istituzionale cittadino".

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Romiti (FdI): "Salvetti annebbiato dalla smania di apparire un grande sindaco"

Ma se l'auspicio della Lega, pur contraria già nel 2019 allo "scellerato sperpero di denaro pubblico", è che la situazione si risolva per il meglio "per il bene e per le tasche della città", come del resto si augurano anche Buongiorno Livorno e Movimento 5 Stelle, l'affondo di Fratelli d'Italia va in profondità e rispolvera vecchie questioni: "Il sindaco non solo era stato avvisato prima di effettuare il pagamento da Fratelli d'Italia - dice Romiti -, ma a gennaio 2020, a tutela della legalità e della trasparenza, perché trovavo incomprensibile che si potesse pagare soldi pubblici per una prestazione lavorativa oppure professionale in un paradiso fiscale, fui costretto a presentare un esposto alla Corte dei Conti e all'Autorità Nazionale Anti-Corruzione". 

Quindi, ventilata l'ipotesi di un reato penale conseguente a quello tributario, l'attacco al sindaco: "Salvetti ha agito con spregiudicatezza e con pressappochismo - accussa Romiti -, annebbiato dalla smania di apparire un grande sindaco che presenta alla città la mostra di Modigliani nel centenario della scomparsa dell'autore. Ha deliberatamente messo a rischio i soldi pubblici, forse pensando che se fosse andata male, comunque a pagare saremmo stati sempre noi cittadini".

Infine, dopo essersi detto dispiaciuto per la mancata comunicazione del fatto in consiglio comunale, l'attacco finale: "Se dovesse essere accertato il reato penale - conclude Romiti -, anche se non imputabile al sindaco ma a qualche dirigente, Salvetti dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi; inoltre, rispetto all'accertamento fiscale, se anche questo confermato in sede tributaria, sarebbe giusto che gli 800mila euro e i soldi all'avvocato esterno per il ricorso, venissero richiesti a lui. I cittadini non sono colpevoli della sua immaturità amministrativa e non tollereremo che per questo debito fuori bilancio siano tagliati capitoli di spesa per scuole, case popolari, sicurezza e sanità".

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