"Mostri Sacri", torna il festival della musica italiana: "Manifestazione che racconta da dove veniamo"

Intervista al direttore artistico Giorgio Mannucci. La kermesse, che si svolgerà al Nuovo teatro delle commedie, partirà giovedì 13 febbraio con l'omaggio a Mina e si concluderà il 6 marzo con il progetto "Nostaglia Canaglia"

Giorgio Mannucci ph Giacomo Favilla

Mostri Sacri è un ritorno alle origini, a quando c'erano le grandi case discografiche, i cantautori che ti raccontavano la vita col cuore in gola, i giovani erano antieroi pieni di ribellione e alla televisione Mina e Battisti duettavano in bianco e nero. Mostri Sacri è un festival ideato da Giorgio Mannucci (nella foto di Giacomo Favilla) e realizzato in collaborazione con Il Circolino e il Nuovo Teatro delle Commedie, che tra febbraio e marzo farà rivivere il passato. Ma non siamo di fronte a un'operazione nostalgia fatta di cover malinconiche, anzi. Ogni serata sarà occasione per assistere a un concerto nuovo, mai visto prima, e ascoltare vecchie canzoni tradotte con un nuovo linguaggio che le rendono altro rispetto al semplice tributo. Per tutta la durata del festival al Nuovo Teatro delle Commedie sarà allestita la mostra de La Tram, illustratrice che ha raccontato per immagini le grandi canzoni dei Mostri Sacri.

Si parte giovedì 13 febbraio - quando il festival Sanremo è appena finito ma nell'aria vibra ancora il sentimento nazional popolare - con la serata dedicata a Mina da Giulia Pratelli e si prosegue con Wajad alle prese con Fabrizio De Andrè (20 febbraio), Francesco Bottai con Francesco De Gregori (27 febbraio), Greta Mirall con Pino Daniele (5 marzo), e un fuori programma il 6 marzo con "Nostalgia Canaglia", progetto inedito che vede sul palco Gio Mannucci, Francesco Carone e Tiziana Gallo impegnati a raccontarci i grandi successi di ieri "come fossero oggi". In mezzo, tante "aperture mostruose" con giovanissimi artisti di cui sentiremo parlare.
Per conoscere meglio questo festival, giovanissimo ma già con un'identità forte, che si svolgerà al Nuovo Teatro delle Commedie, abbiamo intervistato il direttore artistico Giorgio Mannucci, cantautore.

Come nasce l'idea del festival e perché ha ancora senso rispolverare i "Mostri Sacri"? 
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Mi sono concentrato sull'ideazione di una manifestazione che potesse essere interessante e colmare un vuoto. Con Giulia Pratelli, Tommaso Novi e Luca Guidi portiamo in tour un omaggio a Lucio Dalla dal titolo 'Com'è profondo il mare', così sono partito da lì e ho invitato altri artisti della scena locale a scegliere un 'mostro sacro' della musica italiana e raccontarlo col proprio linguaggio musicale. L'anno scorso sono saliti sul palco in tanti, da Bimbo a Eugenio Sournia e Cristiano Sbolci ad esempio, e ognuno ha omaggiato un cantautore in maniera del tutto inedita. La mia idea era quella di non fare un'operazione nostalgia. Ogni artista studia nel profondo il proprio mostro sacro e lo restituisce con una veste totalmente nuova, per far capire soprattutto ai più giovani da dove veniamo e da dove ha origine tutto il cantautorato degli anni 2000. Tantissimi artisti poi, la maggior parte, sono giovanissimi che non appartengono a quel mondo ma studiandolo lo traducono in nuova musica con risultati molto originali". 

Tra i partecipanti a questa edizione, come già lo scorso anno ci sono i più talentuosi artisti livornesi. Che scena è quella locale? 
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Rispetto a qualche anno fa, in cui era un po' venuta meno la voglia di suonare dal vivo, di ritrovarsi nei fondi e fare musica, stiamo assistendo ad una rinascita della musica live. Dopo una fase in cui i cellulari e i social avevano appiattito la necessità di condividere la musica, i ragazzini di oggi hanno capito le potenzialità di questi strumenti e sono capaci di utilizzarli in maniera pragmatica. Il risultato è che abbiamo di nuovo una scena florida con nomi interessanti e che sanno muoversi nel mondo musicale". 

giulia pratelli-2(Gulia Pratelli ph. Laura Martorelli)

Gli artisti che saliranno sul palco del Nuovo Teatro delle Commedie di cui sentiremo parlare a breve fuori dai confini locali? 
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Sicuramente Emma Nolde. È giovanissima ma già scrive pezzi suoi in italiano e in inglese, ha un grande carisma ed è davvero molto interessante, a breve sentiremo parlare di lei. A Mostri Sacri racconterà a suo modo Renato Zero, aprendo il concerto dei Wajad, e sono sicuro che sarà una serata eccezionale. Ma anche Bonsai Bonsai o Weekend Martyr hanno enormi potenzialità, l'importante è che non si facciano fagocitare dalla mentalità di provincia e vadano immediatamente a scoprire il mondo fuori". 

Siamo alla seconda edizione dopo un esordio accolto molto bene dal pubblico. Qual è il futuro di questa manifestazione? 
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Mi piacerebbe che diventasse un appuntamento fisso da racchiudere in 4 o 5 giorni di seguito, magari con annesso un mercatino e altri eventi a tema. Per il resto vorrei che mantenesse la sua caratteristica principale che è quella di non avere cover band ma soltanto musicisti che solitamente suonano pezzi propri e che, per l'occasione, reinterpretano un autore regalando una nuova visione di un repertorio già noto. La cosa interessante di questa operazione è che spesso il pubblico più giovane scopre autori che non avrebbe mai ascoltato autonomamente e, al contrario, chi viene perché attratto dal nome del Mostro Sacro ha l'occasione per conoscere musicisti molto interessanti che non fanno parte del suo mondo".

com'è profondo il mare-2

(concerto Com'è profondo il mare ph. Francesco Luongo)

Chi vorresti portare a Mostri Sacri? 
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È un festival ancora molto giovane ed è bene che si faccia le ossa partendo dalla scena locale ma mi piacerebbe, in futuro, coinvolgere artisti noti a livello nazionale. Chiamerei Appino ma anche Colapesce, Giovanni Truppi, Di Martino e altri che fanno parte del nuovo cantautorato ma sono, inevitabilmente, stati influenzati dai mostri sacri". 

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