Cronaca Venezia

Movida in Venezia, la Ponceria "Basta diffamazioni, noi seguiamo le regole. I giovani? Evitino di assembrarsi"

Lo sfogo del titolare Adriano Tramonti dopo alcuni commenti su Facebook: "Devo tutelare l'immagine del locale"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LivornoToday

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa da parte del titolare della Ponceria, Adriano Tramonti, riguardante la movida in Venezia e le accuse che sono state rivolte al suo locale tramite i social

"Ho dato mandato al mio legale affinché tuteli i miei diritti dinanzi alle competenti autorità giudiziarie e in particolare sporga querela nei confronti di colui o coloro che diffamano la mia persona e la mia attività commerciale. Non credo sia più accettabile leggere commenti come quelli scritti sul gruppo Facebook "Vivi La Venezia", che non hanno niente a che fare con la realtà

"Non accetto commenti che screditino il mio lavoro"

Sabato 12 giugno alle 23.40 ho chiuso le porte del mio locale e le forze dell'ordine che stavano monitorando la situazione ne sono state testimoni. Non sono più disponibile ad accettare che si continui a screditare il mio lavoro, soprattutto dopo 7 mesi interminabili, dove la mia attività, insieme a molte altre, si è caricata il peso economico dell'emergenza sanitaria. Inoltre, voglio sottolineare che le persone che sostavano sul ponte dei Domenicani, adiacente al mio locale, l'unico fastidio alla quiete pubblica che stavano arrecando era quello di occupare la strada. La narrazione che in questo periodo sta continuando a circolare, dove i locali dovrebbero dare l'esempio e i giovani dovrebbero smettere di fare chissà che, è una guerra in cui tutti hanno solo da rimettere, sia emotivamente che economicamente.

"I giovani rispettino le regole ed evitino di assembrarsi"

Il mio gesto, arriva al termine di una riflessione ponderata, dove lo stress sta superando il piacere del ritorno al lavoro e del contatto con il pubblico. Abbiamo tutti il diritto di essere sereni, chi risiede, ma anche chi ha bisogno di svago e chi di questo svago ne ha fatto un lavoro. Ai ragazzi dico semplicemente una cosa, che una volta fuori dai locali evitino di restare assembrati. Questo già aiuterebbe molto a sfatare la fals narrazione di giovani tutti confusionari e irrispettosi della tranquillità degli altri. Avete solo bisogno di riprendervi i vostri spazi e nessuno, meglio di chi vive a contatto con voi, come gli esercenti commerciali, lo sa. Ma una cosa è certa: non abbiamo bisogno di avvelenatori di pozzi". 

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