Museo Fattori, pochi visitatori nonostante Modigliani. Lenzi: "Progetti per valorizzarlo"

A fronte delle oltre 50mila presenze registrate al Museo della Città nel periodo dell'esposizione sull'artista livornese, la struttura di villa Mimbelli, da novembre a oggi, ha accolto poco più di 1400 persone

"Sono rimasta sbalordita dalla bellezza e meraviglia di questo museo, non solo per le opere esposte ma anche per il bellissimo contesto. È una perla preziosa e dispiace vedere così pochi visitatori". La perla preziosa è il Museo Fattori di Villa Mimbelli; il messaggio, in bella calligrafia sul libro delle presenze, di tale Daniela da Massarosa (Lucca). Uno tra i molti di elogio al tempio dei Macchiaioli sia per la “ottima collezione”, come rileva Piero da Milano, sia per lo “splendido palazzo” che va “oltre ogni aspettativa” di una visitatrice fiorentina. Peccato che ad accorgersene siano soltanto pochi forestieri, magari capitati anche per caso, e ancora meno i livornesi, in minoranza tra le firme ricordo lasciate al Museo Fattori.

L'interno del museo Fattori

Museo Fattori, meno di 1500 visite dall'inaugurazione della mostra Modigliani

Neppure la mostra di Modigliani al Museo della Città, che di pubblico invece sta riscuotendo un buon successo, è infatti riuscita ad accendere i riflettori sul Fattori. A dirlo sono i numeri, inconfutabili: appena 1483 i biglietti staccati dal 7 novembre al 15 gennaio, una media di una ventina al giorno. E a pensarlo sono ancora una volta i visitatori: “Siamo venuti dalla mostra di Modigliani e questa visita ha arricchito la nostra giornata – scrive ancora Daniela da Massarosa –. Consiglio a tutti di fare più pubblicità ed approfittare del richiamo mediatico della temporanea al Museo della Città per valorizzare questo gioiello raro. Grazie, grazie”.

Un messaggio datato sabato 23 novembre 2019, appena due settimane dopo l’inaugurazione della mostra di Modigliani, recepito soltanto in parte. Perché se almeno si era già pensato a un biglietto cumulativo per entrambi i musei, è sicuramente mancato un servizio navetta che mettesse in collegamento le due strutture, distanti e logisticamente scomode, così come insufficienti sono le indicazioni per raggiungere villa Mimbelli, almeno per chi arriva da fuori.

I macchiaioli hanno ispirato Garrone per il film Pinocchio

Persa un'occasione per far valorizzare il Fattori

Considerando dunque che tra poco più di venti giorni Modigliani lascerà nuovamente Livorno - speriamo non passino 100 anni prima di rivederlo a casa -, la sensazione è che si sia persa un’occasione importante per valorizzare quel "gioiello raro" apprezzato in tutta la Toscana, e che ha fatto tornare ammiratori di Reggio Emilia e lasciato esterrefatti quelli di Siracusa. Fino a Seattle, Usa, dove Antonella e Scott racconteranno di aver visto Giovanni Fattori, Oscar Ghiglia e Plinio Nomellini, Vittorio Corcos, Leonetto Cappiello, Ulvi Liegi. Meraviglie della pittura macchiaiola e della ritrattistica a cavallo tra Otto e Novecento, invidiate da musei di mezzo mondo e studiate nelle Accademie e nei licei artistici di tutta la penisola.

Una cosa è certa: chi visita il Museo Fattori si trova di fronte a uno spettacolo unico e, probabilmente, inaspettato. Il problema è arrivarci. Purtroppo anche l'esterno non invoglia certo a entrare e, a un occhio distratto,  potrebbe addirittura sembrare chiuso. In realtà, è quasi sempre aperto, il biglietto d’ingresso costa 6 euro (4 il ridotto) e le prime domeniche del mese è addirittura gratuito.

Simone Lenzi assessore alla cultura

Lenzi sul Fattori: "Ha un problema logisitico, ma contiamo di valorizzarlo"

"Il Museo Fattori ha da sempre un problema logistico legato alla sua collocazione ed è un problema che negli anni ha afflitto tutte le amministrazioni che si sono susseguite – spiega l'assessore alla Cultura, Simone Lenzi -. Nel periodo della mostra di Modigliani più di quello che abbiamo fatto non potevano davvero fare. Ci sono però importanti progetti e grossi contatti legati alla promozione e valorizzazione del Museo Fattori, ma la serietà mi impedisce di parlarne finché non avremo in mano qualcosa di concreto".

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Aspettiamo quindi, nella speranza che l'amministrazione mantenga fede all’idea di catapultare Livorno  in una dimensione europea, puntando sullo sviluppo culturale della città come fatto con la mostra di Modigliani. Una scommessa che, al momento, può dirsi vinta. Perché il Museo della Città ha assunto un altro aspetto e la piazza del Luogo Pio, così rifatta, è un bene per tutti i livornesi. Ma Livorno nasconde tanti altri tesori ancora.

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