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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

"Giù le mani dal lavoro", duecento docenti in piazza contro il green pass: "A rischio la democrazia"

La protesta del Coordinamento insegnanti per la libertà: "Difendiamo i diritti di tutti, vaccinati e non. Lecito avere dei dubbi, serve chiarezza"

Non vogliono essere chiamati no-vax perché, tra loro, giurano ci siano anche persone vaccinate. "E se scendiamo in piazza è anche in difesa dei loro diritti, che debbono essere gli stessi per tutti". "Soprattutto - dicono ancora - quando si parla di salute e lavoro". Ed è proprio lo striscione "Giù le mani dal lavoro, no green pass" a definire la protesta che ha visto 200 persone manifestare tra piazza del Municipio e piazza Attias, dove sabato pomeriggio 14 agosto è arrivato il corteo autorizzato dalla questura e organizzato dal Coordinamento Insegnanti per la libertà. "Vogliamo chiarezza sui vaccini sui quali è lecito avere dubbi - dicono insegnanti ma anche collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici -, e siamo contrari al green pass e alle normative anticostituzionali contenute nel decreto legge 111/2021, il quale prevede che i docenti, il personale della scuola e delle università sprovvisti di certificazione verde Covid-19 subiranno la sospensione del rapporto di lavoro e non riceveranno alcuna retribuzione né altro compenso o emolumento a decorrere dal quinto giorno di assenza".

I dubbi sull'efficacia dei vaccini

L'alternativa del tampone antigenico non può essere  la soluzione: "Visto che la validità del risultato negativo di un tampone è di 48 ore - proseguono dal Cil -, effettuarne uno a giorni alterni non può essere considerata una valida alternativa all'inoculazione del siero sperimentale; al contrario, tre tamponi alla settimana sono una possibilità funzionale a piegare coloro che, in base al 2° comma dell'art. 32 della Costituzione, rivendicano il diritto di scegliere liberamente e non perché costretti dal ricatto occupazionale. È assolutamente lecito nutrire dubbi riguardo a prodotti sperimentali la cui efficacia contro il virus non è certa ed i cui effetti a lungo termine non sono al momento immaginabili senza per questo dover essere incasellati come soggetti privi di senso civico, checché se ne dica".

insegnanti no green pass-2

"Questa politica basata su decreti d'urgenza - dicono ancora - dimostra sempre maggiore noncuranza verso tutele contrattuali, con buona pace dei maggiori sindacati, verso principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale e perfino nei riguardi di risoluzioni e regolamenti dell'Unione Europea, sempre chiamata in causa a soccorso dei tagli rovinosi allo stato sociale e di riforme che hanno creato sempre più precarietà e miseria".

"A rischio la libertà e la democrazia"

"In Italia - concludono - siamo palesemente a corto d'ossigeno in quanto a libertà e democrazia: la magistratura sembra dormire sonni profondi, tranne lucide e significative eccezioni, e i media si guardano bene dal dare spazio a posizioni che non allineate con la versione ufficiale, omettendo di segnalare che esistono ancora le classi 'pollaio' e di interventi edilizi neanche a parlarne. Non vogliamo invecchiare in un paese dove un presidente di regione dichiara che all'occorrenza userà anche l'esercito per rintracciare i non vaccinati, sollecitando la gente del quartiere a segnalare i loro nomi, senza che ciò sollevi indignazione e proteste. La storia ha già percorso questa strada e in fondo ha trovato solo il baratro. Non vogliamo che i bambini ed i ragazzi di oggi e di domani crescano in un paese dove un Presidente del Consiglio ipotizza che potrebbe essere consentito di votare solo ai vaccinati senza che un Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, ponga subito un alt a simili dichiarazioni".

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