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Cronaca Piombino

Piombino, tremila persone in strada per dire 'no' al rigassificatore. Ferrari: "Difenderemo il futuro della comunità"

Sciopero del settore pubblico e privato nella giornata di ieri. Oggi, venerdì 21 ottobre, la conferenza dei servizi in Regione

A poche ore dalla conferenza dei servizi convocata venerdì 21 ottobre in Regione, che potrebbe rappresentare il passo decisivo per l'autorizzazione al posizionamento del rigassificatore nel porto di Piombino, la città nella giornata di giovedì 20 ottobre ha ribadito con forza la propria contrarietà, aderendo allo sciopero proclamato dal sindacato Usb e scendendo in piazza per partecipare alla manifestazione di protesta che ha preso il via del centro Giovani. Piombino, dunque, non ci sta, e si oppone alla decisione di veder arrivare nel proprio porto la nave Golar Tundra. Erano più di mille i manifestanti, tra lavoratori, cittadini e studenti. Tutti uniti per gridare la loro opposizione al progetto del governo. 

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Il sindacato Usb, che ha proclamato lo sciopero, ha parlato di "un sacrificio - quello chiesto a Piombino - ingiusto, insostenibile e di corto respiro". "Una città in profonda crisi economica e sociale e ignorata da anni - hanno aggiunto - che col rigassificatore rischia di rimanere bloccata nello sviluppo del suo porto e nelle sue attività principali. Oltre ai legittimi timori su salute e sicurezza che molti interventi hanno ribadito". Una città, quella di Piombino, che nelle prossime ore giocherà una partita importante. La popolazione è pronta a fermare con ogni strumento l'arrivo del rigassificatore, bloccando se ci fosse bisogno anche le strade di ingresso alla città.  

Il sindaco Ferrari: "La nave in porto rappresenta una decisione sbagliata"

"Giorni fa a Piombino - ha detto Ferrari - c'è stato un convegno importante dove non ha parlato la politica, hanno parlato i tecnici del Comune che hanno esposto le ragioni oggettive, tecniche, giuridiche e scientifiche per cui possiamo e dobbiamo ritenere l'ipotesi della nave all'interno del porto come sbagliata. Ed è proprio il convegno a rappresentare il contenuto, preciso, puntuale, invalicabile, del Comune di Piombino e della città". "I tecnici - ha evidenziato - è insicura e dannosa per l'ambiente e per i cittadini. Oltre che per il rilancio economico dell'intero territorio. L'opera blocca il porto per 3 anni e 9 mesi, pregiudica il rilancio anche in chiave turistica. Noi invece dobbiamo accendere i riflettori di chi governa il paese".

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Oggi, venerdì 21, dunque può esserci l'atto conclusivo della vicenda. Anche se il sindaco Ferrari ha rivolto un altro appello a Giani: "È stato nominato per valutare l'autorizzazione dell'opera, non per autorizzarla. La responsabilità è di chi ha scelto Piombino senza prima valutarne l'idoneità". I punti all'ordine del giorno della conferenza dei servizi di oggi saranno tre: esito dell'analisi dei principali effetti del progetto sulle matrici ambientali ed individuazione delle misure di mitigazione, analisi delle osservazioni del pubblico e controdeduzioni, determinazioni conclusive della conferenza dei servizi. 

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