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foto Ansa

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Coronavirus | Bozza Dpcm Draghi: spostamenti, seconde case, ristoranti e chiusure. Ecco cosa cambia

Il provvedimento entrerà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile prevede una serie di misure per cercare di contenere i contagi

Il 6 marzo entrerà in vigore il primo Dpcm del governo Draghi che andrà a sostituire l'ultimo approvato dall'ex premier Giuseppe Conte. Le nuove misure restrittive saranno valide fino al 6 aprile, andando a includere le festività di Pasqua e Pasquetta. Non ci sarà nessun "liberi tutti", anzi. Anche la nuova maggioranza conferma la "linea dura" con regole severe per cercare di contenere la terza ondata di contagi da Coronavirus. Saranno vietati gli spostamenti regionali, ristoranti chiusi la sera (anche in zona gialla), coprifuoco in vigore dalle 22 alle 5 e limitazioni maggiori nelle zone rosse. Ecco quindi il dettaglio della bozza (qui il testo completo) del nuovo decreto. 

Nuovo Dpcm Draghi, i provvedimenti contenuti nella bozza

Spostamenti tra regioni
Il divieto di spostamento tra regioni verrà prorogato fino al 6 aprile e, di conseguenza, anche a Pasqua non sarà possibile andare a trovare parenti e amici al di fuori della propria regione. Si potrà "sconfinare" solamente per comprovati motivi di salute, lavoro o necessità e sarà obbligatoria l'autocertificazione. 

Visite a parenti, amici e seconde case
Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni. Le stesse regole valgono per la zona arancione, ma solo in ambito comunale. Nelle zone rosse, come ad esempio Cecina, non sarà possibile invece andare a trovare parenti o amici. È consentito recarsi nelle seconde case in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) ma solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Tutto questo non è possibile se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro.

Gli impianti sciistici non riapriranno 

Apertura negozi
I negozi rimangono aperti in tutte le zone, nei weekend invece i centri commerciali resteranno chiusi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Rispetto all'ultimo decreto Conte, in zona rossa dovranno abbassare la saracinesca anche parrucchieri, barbieri e centri estetici. 

Bar e ristoranti
Non ci saranno novità rispetto al passato. Nelle zone gialle i ristoranti sono aperti a pranzo (massimo 4 persone per tavolo a meno che non si tratti di conviventi) ma non a cena, con possibilità di asporto fino alle 22 mentre non ci sono limiti alle consegne a domicilio. Nelle zone arancioni e rosse la ristorazione è sospesa, tranne l'asporto sempre fino alle 22. 

Musei riaperti in zona gialla

Cinema, teatri, palestre e impianti sciistici. 
Altra grande variazione rispetto all'ultimo decreto è la riapertura, in zona gialla, di cinema e teatri a partire dal 27 marzo. Gli spettacoli si potranno svolgere, al chiuso e all'aperto, con posti a sedere assegnati e distanziati nel pieno rispetto delle norme antiCovid. Chiuse invece le sale da ballo, i bingo e le discoteche. Stessa sorte anche per palestre, piscine e impianti di sci. Sarà invece consentito, come sempre, poter svolgere attività motoria all'aperto. 

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