Occupazione case popolari, ecco gli allarmi negli alloggi vuoti. Raspanti: "Così tuteliamo il nostro patrimonio"

Gli impianti sono in funzione dal 15 settembre. In caso di sfondamento una squadra di personale armato interviene tempestivamente sul posto e, contemporaneamente, viene allertata la polizia locale

foto Casalp

L'assessore al Sociale, Andrea Raspanti, a inizio agosto aveva annunciato che sarebbero stati installati degli allarmi nelle case popolari vuote al fine di prevenirne l'occupazione abusiva. A distanza di un mese e mezzo da quelle parole, gli impianti, applicati alle grate metalliche, sono entrati in funzione. 24 ore su 24, dal 15 settembre. Inoltre, l'Ufficio relazioni col pubblico di Casalp ha attivato un numero Whatsapp (339.29.03.900) per la comunicazione con gli inquilini che potrà essere utilizzato anche per segnalare tentativi di sfondamento o attività sospette.

"Se un allarme suona - spiega  il presidente di Casalp Marcello Canovaro - una squadra di personale armato interviene tempestivamente sul posto e, contemporaneamente, viene allertata la polizia locale. L'utilizzo di questa metodologia non è una novità, ma a Livorno non era mai stata utilizzata. Il contrasto dei fenomeni di illegalità rappresentati dalle occupazioni abusive se condotto con mezzi efficaci e condivisi dalla cittadinanza contribuisce a una migliore e più efficace gestione del patrimonio Erp nella nostra città".

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Allarmi nelle casi popolari vuote, Raspanti: "Avanti con il contrasto alle occupazioni abusive"

L'assessore al Sociale e Politiche abitative è soddisfatto per questa novità: "L'occupazione abusiva - le sue parole - è un serio fattore di degrado sia perché ci impedisce di migliorare la qualità degli alloggi sia perché esclude dalle assegnazioni regolari un numero purtroppo consistente di appartamenti. Questo fenomeno dipende da cause complesse, spesso derivanti da oggettive situazioni di di disagio economico e sociale. Su questo piano si innestano purtroppo anche comportamenti devianti e spesso al limite della criminalità, che, se non corretti, rischiano di compromettere e rendere impossibile l’applicazione delle normative vigenti". 

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