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Cronaca

'Per Giulia e per tutte', sabato 25 novembre fiaccolata in piazza Grande

L'iniziativa intende accendere i riflettori sulla carneficina di donne e ragazze che non ha registrato battute di arresto negli ultimi anni

Sabato prossimo, 25 novembre, in piazza Grande dalle 17.30 alle 18.30 si terrà una fiaccolata organizzata dal Comune per tenere accesi i riflettori sulla carneficina di donne e ragazze che negli ultimi anni non ha registrato battute di arresto. L'iniziativa arriva a poche ore dal drammatico epilogo riguardante Giulia Cecchettin, la studentessa universitaria uccisa con oltre 20 coltellate e abbandonata in un canalone nelle vicinanze del lago di Barcis a Pordenone. Per il suo omicidio è stato arrestato in Germania nelle scorse ore l'ex fidanzato Filippo Turetta. 

"Condivido la necessità - ha detto la vicesindaca Libera Camici con delega alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità - oramai non più rinviabile, di approvare una legge che introduca, in tutte le scuole, l'educazione al rispetto e all'affettività. Non è sufficiente aumentare leggi e punizioni che intervengono dopo le violenze già compiute: è necessario fare prevenzione, promuovere l'educazione e fornire gli strumenti per conoscere e riconoscere le varie forme di violenza. L'Amministrazione Comunale in questi anni lo ha fatto attraverso numerosi progetti che ha presentato alle scuole grazie alla collaborazione e alla sinergia con enti e associazioni del territorio che hanno messo a disposizione le proprie competenze. L'attenzione si è concentrata sulle scuole proprio perché queste restano uno dei luoghi di socializzazione, sperimentazione ed espressione di sé più importanti per i giovani. È, quindi, fondamentale insistere sull'implementazione organica di programmi educativi volti a prevenire la violenza di genere, promuovendo un ambiente scolastico inclusivo e formativo che aiuti a destrutturare gli stereotipi che ancora oggi permeano la nostra società". 

La vicesindaco Libera Camici: "La prevenzione prima di tutto"

"A tale proposito – prosegue Camici - nel catalogo di Scuola e Città, consultabile sul sito del Comune di Livorno, è possibile individuare nella sezione 1 numerosi progetti che prevedono corsi di formazione sul fenomeno della violenza di genere, su come gestire interventi di prevenzione in ambito scolastico e sul promuovere una cultura di valorizzazione della differenza sessuale, i quali hanno l'obiettivo generale di fornire degli spazi di riflessione per prendere coscienza".

"Il Comune - ha aggiunto - inoltre propone quotidianamente nei servizi educativi 0/6, grazie alla convenzione stipulata con l'università di Firenze e Bologna che da anni ha concorso e concorre alla formazione del personale dei servizi educativi progetti di  educazione di genere e dei diritti umani con laboratori ed attività, con bambini e le loro famiglie, per offrire la possibilità di crescere in  un ambiente  accogliente e non giudicante che agevoli sin dalla tenera età la destrutturazione dei ruoli basati su stereotipi e consenta di sperimentare relazioni basate su criteri di libertà e non violenza. Tutto questo - conclude - concorre a creare reti di supporto e prevenzione  intorno ai bambini e le bambine,  ragazzi e ragazze e loro famiglie offrendo le medesime lenti che consentono di decodificare i segnali di allerta nel medesimo modo ponendosi come rete solidale".

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