Cronaca

Parchi divertimento, Green Pass obbligatorio sopra i 12 anni. La rabbia della categoria: "Estate compromessa"

L'associazione dei Parchi, aderente a Federturismo Confindustria, sorpresa e preoccupata in vista del provvedimento per gli ingressi in vigore dal 6 agosto

Sorpresa e rammarico. A poche ore dall'annuncio del governo, relativo alla necessità del green pass dai 12 anni in su per l'accesso ai parchi divertimento 'la maggior parte dei parchi - spiegano dall'associazione Parchi permanenti italiani, della quale fanno parte anche Cavallino Matto, Acquario di Livorno e Acqua Village Cecina -  sta già ricevendo disdette e richieste di risarcimento da parte dei clienti che avevano acquistato biglietti e abbonamenti per date successive al 5 agosto: dallo scorso anno, infatti, i parchi hanno attivato un meccanismo di prevendita per rispettare il contingentamento delle presenze ed evitare gli assembramenti alle casse'.

E il buon trend del 2021, dopo quasi 8 mesi di chiusura forzata, rischia 'una brusca interruzione nel mese più importante della stagione e senza possibilità di recupero'. Situazione aggravata, spiegano, anche dall'assenza di agevolazioni alle aziende della categoria. 

IraIra (Associazione Parchi Permanenti): "Discriminazione inaccettabile, il trattamento è iniquo"

A evidenziare le preoccupazioni del settore è il presidente dell'associazione aderente a Confindustria Turismo, Giuseppe Ira. "Il provvedimento - ha detto -, condivisibile nella teoria, non è attuabile nella pratica con un termine di tempo così ravvicinato. Lo Stato rischia di discriminare il 50% dei cittadini, senza peraltro avere le risorse necessarie per garantire loro l'accesso al green pass, qualora ne facessero richiesta".

"Una decisione - spiega ancora Ira - che ha ripercussioni purtroppo già evidenti e preoccupanti sulle aziende del nostro settore, a cui per l'ennesima volta è riservato un trattamento iniquo, se comparato con luoghi al chiuso come i centri commerciali. Le attività dei parchi divertimento sono soggette a rigorosi protocolli di sicurezza e si svolgono all'aperto, al pari di spiagge, giardini pubblici e ristoranti all'aperto, accessibili senza green pass. Emblematica la differenza di trattamento tra parchi acquatici e piscine all'aperto: obbligo di green pass per i primi, entrata libera per le seconde. Un altro limite è l'applicazione del green pass dai 12 anni in su". A questo proposito viene fatto riferimento anche a realtà di altri paesi europei, per esempio la Francia, dove è obbligatorio dai 18 anni in su. 

"Abbiamo già fissato un incontro con il ministro Garavaglia per il 6 agosto – ha quindi concluso Ira– perché la discriminazione del governo nei nostri confronti è diventata inaccettabile: le istituzioni devono rendersi conto che sono in gioco migliaia di posti di lavoro e la sopravvivenza stessa di molte imprese".

Un comparto da 25mila lavoratori, con un fatturato alla biglietteria nel 2019 da 450 milioni di euro

Il settore, composto da un comparto di circa 230 aziende e con un fatturato alla biglietteria nel 2019 da 450 milioni di euro, impiega 25.000 persone tra fissi e stagionali, 60.000 con l'indotto. Nel 2019 sono stati 20 milioni i visitatori provenienti dall'Italia, a cui si aggiungono 1,5 milioni di stranieri, per un totale di 1,1 milioni di pernottamenti in hotel. Nel 2020 le aziende del comparto in media hanno registrato perdite del 75%, collocandosi a pieno titolo tra le più colpite dalla crisi: il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all'apertura e alcune importanti realtà imprenditoriali italiane sono passate di mano a fondi di investimento stranieri. 

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