Parco Gallorose, l'appello dei gestori: "Il cibo per gli animali sta finendo, ci serve un aiuto"

La struttura, chiusa dallo scorso 8 marzo a causa dell'emergenza Coronavirus, ha lanciato una raccolta fondi per l'acquisto di beni di prima necessità per i suoi numerosi ospiti

Foto pagina Facebook Parco Gallorose

"Gli animali stanno bene, ma le scorte di cibo stanno iniziando a diminuire in maniera drastica". Questo l'allarme lanciato da Massimo Ceppatelli, che, insieme alle figlie Eleonora, Margherita e Daiana, gestisce il Parco Gallorose di Cecina, in località Cedrino. La chiusura imposta dall'emergenza Coronavirus ha infatti azzerato le entrate del centro faunistico, punto di riferimento per l'intera Toscana grazie alla numerose specie di animali ospitate al suo interno: circa 150, alcune delle quali classificate come in via di estinzione. Senza il contributo dei visitatori, che ogni anno affollano i sentieri del parco, sta però diventando difficile provvedere all'approvvigionamento quotidiano di tutti quegli animali, bisognosi di cure e di un'alimentazione adeguata per mantenere un dignitoso stile di vita.

Parco Gallorose, raccolta fondi per l'acquisto di beni di prima necessità per gli animali

Ecco quindi che i gestori della struttura, attraverso la pagina Facebook del parco, hanno lanciato una raccolta fondi per l'acquisto di beni di prima necessità per i gli animali. Un appello al quale hanno subito risposto numerosi cittadini, che non hanno esitato a fornire il proprio contributo. Come Antonella Rizza, che, unendo le necessità imposte dall'emergenza sanitaria all'amore verso gli animali, ha deciso di produrre mascherine ricavate da stoffa di recupero il cui ricavato sarà poi interamente devoluto all'iniziativa, o come gli agenti di polizia della squadra mobile di Livorno, che hanno già provveduto nei giorni scorsi ad effettuare la loro donazione. 

Ceppatelli: "Vogliamo salvaguardare la salute dei nostri animali, dallo Stato nessun aiuto"

 "Noi non vogliamo far cambiare stile di vita ai nostri animali - ha dichiarato Massimo Ceppatelli -. Per noi sono come esseri umani e diamo loro solamente cibo di qualità. Nutrirli con prodotti scadenti significherebbe renderli più fragili e noi vogliamo assolutamente evitare quest'evenienza. La nostra ultima apertura è stata domenica 8 marzo, fra l'altro dal primo novembre al primo marzo siamo stati chiusi per la stagione invernale, quindi abbiamo dovuto richiudere appena riaperti. Ci sono venute meno le presenze dei visitatori, tra cui quelle delle scolaresche e degli studenti universitari in agraria, che spesso si recano qua per lavorare alla loro tesi. Noi - ha sottolineato - non riceviamo nessun aiuto da parte dello Stato, viviamo solamente grazie ai visitatori e a coloro che decidono di acquistare un nostro prodotto. L'unico contributo che riceviamo è di 30 euro all'anno per ogni animale in via di estinzione, una cifra con la quale facciamo poco".

Parco Gallorose 2-2

"Nel nostro parco - ha proseguito - abbiamo un percorso obbligato che permette di poter mantenere le distanze, quindi speriamo possa essere riaperto il prima possibile anche tenendo chiusi bar e ristorante. Abbiamo spese giornaliere immense e un personale di 13 persone da mantenere, ma quello che ci preme maggiormente è un aiuto agli animali: un po' di fieno, un po' di mangime. Il nostro parco - ha concluso - è un patrimonio per la biodiversità, abbiamo animali sia domestici che esotici ed alleviamo numerose specie in via di estinzione. Vogliamo salvaguardare questo patrimonio".

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Raccolta fondi, come dare il proprio contributo

È possibile effettuare la donazione al seguente link: gofundme.com. In alternativa, si può acquistare direttamente il mangime per gli animali alle agrarie o ai consorzi che hanno aderito alla ricerca avviata dalla Misericordia di San Pietro in Palazzi o nelle seguenti attività private:

  • agraria "Agripiu" a Cecina;
  • agraria "Ferretti” a Palazzi;
  • consorzio agrario del Tirreno con sede a Cecina.  

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