Approvazione piano strutturale, l'attacco di Cna: "Un atto di forza inutile"

Criticato duramente il metodo con il quale è stata imposta la votazione: "I Cinquestelle hanno dimostrato la loro scarsa sensibilità politica"

L'approvazione del piano strutturale è stata faticosa, inusuale e molto contestata. Dapprima non si è potuto procedere alla votazione per la mancanza del numero legale in sede di consiglio comunale. Dopo è stato deciso di convocane uno straordinario per domenica 7 aprile al quale ha partecipato solamente la maggioranza. Il tutto condito dalla frase poco elegante del presidente del Consiglio comunale Daniele Esposito: "Non siamo boni a una s..a, meno male ci leviamo dai c......i". Se da una parte i Cinquestelle hanno esultato per l'approvazione del piano, dall'altra sono piovute molte critiche. L'ultima di Cna: "Il sindaco e la sua squadra - si legge in una nota -, hanno voluto chiudere la consiliatura con lo stesso metodo con cui hanno gestito il mandato, cioè con un inutile atto di forza. Hanno imposto lo svolgimento del consiglio comunale utilizzando una convocazione domenicale, del tutto irrituale, aspramente contestata nella legittimità, nel merito e nel metodo da tutti i gruppi di minoranza che in segno di protesta non hanno preso parte ai lavori. Solamente la presenza del consigliere di maggioranza Bastone, che però ha criticato il Piano, votando contrariamente alla sua approvazione ha permesso la svolgimento del consiglio. La forzatura imposta dalla Giunta 5 stelle conferma la scarsa sensibilità politica che condizionerà negativamente lo sviluppo della città già danneggiata da criteri contrari all'interesse generale. Una Giunta responsabile e consapevole avrebbe dovuto prendere atto della generale contrarietà al Piano proposto e rinviarne l'approvazione alla prossima amministrazione". 
"
Segno evidente della crisi di identità che il Movimento mostra alla cittadinanza - continua Cna -, ed un segnale della poca convinzione di una propria riconferma alle prossime amministrative. Quest'atto di forza potrebbe costringere la nuova amministrazione ad impegnare ingenti risorse economiche per correggerne i contenuti. Si tratta infatti di un Piano redatto senza un effettivo percorso partecipativo – più volte denunciato daaAssociazioni di categoria ed ordini professionali. Le storture procedurali e le forzature con le quali si è imposta ad ogni costo l'approvazione del Piano, produrranno con tutta probabilità un ricorso al TAR per tutelare il futuro di Livorno. 

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