Piano strutturale ok, ma è tensione M5s nell'aula del Consiglio semideserta

Atto approvato senza le opposizioni che annunciano ricorso al Tar: Bastone vota contro, il presidente Esposito sbotta: "Non siamo boni a una s..a"

Doveva essere un Consiglio straordinario, per il solo fatto di essere stato convocato di domenica, ma tutto sommato tranquillo, con una votazione dall'esito scontato dopo il passaggio a vuoto di giovedì scorso. E invece quella di stamani 7 aprile a Palazzo Civico è stata sì una seduta straordinaria, ma per ben altre ragioni: le opposizioni hanno disertato la votazione sul piano strutturale, dichiarando illegittimo il Consiglio e annunciando ricorso al Tar, mentre l'atto è stato approvato ma con il voto contrario del consigliere pentastellato Bastone. Alla fine, poi, per non farsi mancare niente, lo sfogo del presidente Daniele Esposito contro il suo gruppo ("Non siamo boni a una s..a"), a testimonianza di una giornata da nervi a fior di pelle, e le successive scuse dell'esponente pentastellato.

Tensione in Consiglio, Bastone vota contro ma il Piano strutturale passa

In aula tutta la maggioranza presente, i banchi dell'opposizione vuoti e un clima surreale in cui si respira la tensione per l'approvazione del piano strutturale. Il consiglio inizia con il presidente del consiglio Daniele Esposito che legge una nota a firma di Amato (Forza Italia), Raspanti (Futuro), Grillotti (gruppo misto - Potere al popolo) e Caruso (Pd), in cui i quattro consiglieri di opposizione dichiarano di ritenere "illeggittima sotto diversi profili la convocazione del consiglio comunale in sessione straordinaria ed urgente per il giorno 7 aprile 2019". Il Consiglio però prosegue dopo le rassicurazioni del segretario generale Alberto Bignone, ma al momento del voto il nuovo colpo di scena con Francesco Bastone che si dichiara contrario: il "sì" al Piano strutturale, dunque, passa con 16 voti favorevoli e uno contrario.

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Lo sfogo di Daniele Esposito: "Non siamo boni a una s..a"

Al termine della votazione il presidente del consiglio si lascia andare a un suo sfogo che testimonia tutto il nervosismo della giornata: "Non siamo propri boni a una s..a, menomale ci si leva dai c......i". La seduta viene sospesa per una pausa ed Esposito precisa: "Questo sfogo - dice - è dovuto al fatto che alcuni membri del gruppo di maggioranza si sono alzati e alcuni sono rimasti seduti e mi hanno messo in difficoltà sul proseguimento del Consiglio. Vista l'assenza delle opposizioni e la nota che chiedeva illegittimità della seduta, la pressione sulle mi spalle era tanta". In seguito sono poi arrivate le scuse alla città del presidente del consiglio.

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