Repubblica, Garibaldi e "zone calde", intensificati i controlli dei carabinieri: due arresti

Rafforzata la presenza dei militari dell'Arma nelle piazze dove maggiormente sussiste un problema di sicurezza, spaccio e degrado. Il comandante Sole: "La prevenzione aiuta anche nella repressione"

Centocinquanta persone controllate, dieci trovate senza permesso di soggiorno, tre spacciatori con dosi già preparate e due arresti sempre per spaccio di sostanze stupefacenti, nello specifico trovate con un etto di cocaina "pietrificata". È questo il risultato di un presidio costante e dei controlli dei carabinieri nelle cosiddette zone calde della città nei primi quindici giorni di luglio. Un'attività mirata degli uomini dell'Arma che, se non può contenere del tutto ripetuti episodi di violenza, arginare il degrado e risolvere di punto in bianco la questione sicurezza, serve almeno a contrastare in parte attività illecite, reati predatori e situazione note che rendono interi quartieri ai limiti della vivibilità.

Da piazza Garibadli agli Scali delle cantine, le zone sotto controllo

Piazza Garibaldi, piazza della Repubblica, piazza XX Settembre, piazza dei Mille, e ancora piazza Grande, scali delle Cantine e scali Novi Lena le zone controllate dai carabinieri con l'ausilio delle Squadre intervento operativo (Sio) del 6° Battaglione Toscana. "La nostra presenza - spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Livorno, colonnello Massimiliano Sole - è andata incontro alle richieste dei cittadini che da tempo si lamentavo di alcune situazioni di pericolosità". 

carabinieri piazza garibaldi squadre intervento operativo sio (7)-2

Il comandante Massimiliano Sole: "La prevenzione aiuta anche nella repressione"

"Gli interventi sono stati fatti a seguito delle criticità che si sono presentate nelle zone calde della città - continua il comandante Massimiliano Sole -. Ci siamo resi conto che c'era effettivamente il bisogno di rassicurare la cittadinanza e abbiamo voluto dare un segnale forte di presenza fisica sul territorio -. Certo, lo facevamo anche prima con le nostre pattuglie, ma grazie alle Squadre intervento operativo abbiamo potuto dare un segno di maggior presenza che facesse sentire anche più tranquilli i cittadini".

"In una città grande come Livorno - conclude il comandante - una delle problematiche è lo spaccio di droga. In questi quindici giorni scarsi, i nostri controlli hanno portato all'arresto di due persone con la droga pronta a essere spacciata. Una presenza rafforzata che non è stata soltanto prevenzione, ma che è stata importante anche nella repressione".

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Venezia e lungomare, la vigilanza per far rispettare le normative

Un servizio di vigilanza fissa è stato altresì effettuato dall'Arma nei luoghi di maggiore aggregazione, al fine di far rispettare le normative anti Covid-19 che impongono il distanziamento sociale e l'obbligo di mascherina anche all'aperto laddove non sia possibile mantenere le distanze. Oggetto di attenzione sono stati il litorale labronico, con gli accessi ai lidi e alle spiagge libere, e la Venezia, il quartiere della movida livornese dove è alta la presenza dei locali frequentati dai più giovani.

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