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Cronaca Piombino

Piombino | Patto per la rinascita della siderurgia, ecco il progetto da 2,2 miliardi di euro di Metinvest-Danieli

Dialogo positivo del gruppo ucraino e del colosso friulano con Comune, Regione e ministero delle Imprese e del Made in Italy. Piano occupazione per 1.400 lavoratori Jsw

Occupazione, tutela ambientale e solidità degli investimenti. Si basa su questi tre aspetti chiave il piano da 2,2 miliardi di euro presentato dalla multinazionale ucraina Metinvest e del colosso friulano Danieli per rilanciare il polo siderurgico di Piombino. Un'operazione sempre più credibile e concreta, dopo gli approcci delle scorse settimane, che vede protagonisti attori di primo piano del panorama mondiale per quanto riguarda la lavorazione dell'acciaio. Metinvest, che è una realtà leader nella produzione siderurgica, è alla ricerca di un sito dopo i danni causati dalla guerra in Ucraina all'impianto di Mariupol, e la cordata formata con il gruppo Danieli, azienda di spicco per quanto in particolar per i prodotti lunghi, può davvero costituire la strategia chiave per l'insediamento a Piombino e la coabitazione in ottica di sviluppo con le realtà già presenti sul territorio, come gli indiani di Jsw. 

Il piano, dopo il definitivo abbandono del progetto di insediamento di Metinvesti-Danieli a Porto Nogaro, è stato presentato non più tardi di mercoledì scorso al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un dialogo positivo, quello instaurato alla presenza del ministro Adolfo Urso, che ha visto protagonisti anche il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, il Ceo di Metinvest Yuriy Ryzhenkov, il presidente del Gruppo Danieli Gianpietro Benedetti e, in video collegamento, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. L'arco temporale in cui arrivare ad avviare ufficialmente il progetto è stato stabilito in 2/3 mesi, dunque a inizio 2024, ma dopo l'ultimo incontro le sensazioni sono sempre più positive.

I pilastri sui quali si basa l'interessamento di Metinvest e Danieli sono fondamentalmente tre: garantire dal punto di vista occupazionale il lavoro a 1.400 persone tra diretti e indiretti, produrre con un impianto green che dunque tutelerebbe il territorio a livello di impatto ambientale, senza preridotto e polveri, e la possibilità di contare sulla solidità di un investimento forte da parte di realtà di valore assoluto nel settore. Il dialogo quindi prosegue, e il fatto che al tavolo si siano seduti Comune, Governo e Regione, con il ministero, non può che rappresentare un qualcosa in più per tradurre il progetto in una vera e propria operazione di rilancio della siderurgia piombinese. 

Dalla coesistenza con Jsw al piano logistico: i prossimi passi da compiere

Se da una parte ci sono aspetti più che positivi caratterizzanti il progetto, accolti favorevolmente dalle parti in causa, dall'altro ci sono anche varie e diverse questioni da risolvere per dare l'input ad un'operazione così imponente. Che riguarda la produzione dell'acciaio, ma coinvolge anche l'aspetto logistico con il porto, i binari e le banchine, e di fatto non può non riguardare anche gli altri attori industriali che già sono sul territorio. Tanti nodi, che dovranno essere sciolti e in merito ai quali al momento appare netta la volontà di individuare una soluzione. Una fumata bianca che non dovrebbe avere altro che "ripercussioni positive sul territorio di Piombino", come garantiscono gli attori della partita. 

Tra i punti cruciali la coesistenza con Jsw, che però proseguirebbe con la produzione di rotaie e si differenzierebbe dalla produzioni di 'piani', della quale invece si occuperebbe Metinvest-Danieli nell'ordine stimato di 2,7 tonnellate annue. La sensazione è che da parte di Jsw ci sia disponibilità a discutere la coesistenza su Ischia di Crociano, e quindi analizzare insieme gli aspetti legati all'utilizzo delle banchine in porto e ai binari della ferrovia. Da qui poi l'avvio di tavoli tematici e accordi di programma per arrivare ai passi conclusivi. Da parte del sindaco Francesco Ferrari è stata espressa soddisfazione: "Questo progetto, dopo anni di incertezze e di profonda crisi - ha detto - può rappresentare una concreta risposta occupazionale, sia diretta che per l'indotto, e di rilancio per Piombino e per il territorio". 

Se le istituzioni viaggiano nella stessa direzione, i sindacati hanno fatto leva invece sulle necessità di ottenere degli ammortizzatori sociali per coprire il tempo necessario della definizione e messa a terra dei progetti. Certezze che però, fanno sapere, "non sono arrivate". Altre rimostranze invece sono state avanzate dagli esponenti ambientalisti ma la cordata Metinvest-Danieli ha ribadito che l'impianto sarà totalmente green, con riduzione fino a un terzo della Co2, dotato di forni elettrici sigillati e controllati da sistemi digitali (decisamente più puliti e meno rumorosi rispetto ai forni elettrici delle acciaierie di vecchia generazione), di sistemi di filtraggio avanzati e di impianti ausiliari per minimizzare i rifiuti prodotti. 

Nella foto le ABS Acciaierie Bertoli Safau di Pozzuolo del Friuli, che ha le stesse caratteristiche di quello che dovrebbe sorgere a Piombino

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