Cronaca

Piscine comunali, Cgil e Usb sui 15 lavoratori in cassa integrazione: "A oggi nessuna assunzione. Anzi, rischiano il licenziamento"

La denuncia dei sindacati sul mancato reintegro dei dipendenti di Officine dello Sport: "Violata la clausola la clausola sociale, Virtus Buonconvento utilizza personale di Cecina. Si reintigrino i dipendenti storici"

Dall'insorgere del Covid-19 le piscine, luogo di attività sportive e riabilitative, sono chiuse o ad attività ridotta e molti lavoratori e lavoratrici sono stati messi in cassa integrazione. A Livorno, dove gli impianti comunali Camalich e Neri sono parzialmente aperti per le attività agonistiche, la situazione è resa ancora più complicata dalla risoluzione della concessione con Sport Management che aveva lasciato a casa 15 dipendenti di Officine dello Sport. Il sindaco Luca Salvetti, nella seduta consiliare di giovedì 4 febbraio, ha tuttavia assicurato il reinserimento al lavoro di tutti i 15 dipendenti, ma i sindacati Slc-Cgil e Usb nutrono forti dubbi sulla reale volontà della società Virtus Buonconvento, vincitrice dell'appalto di gestione, di riammettere quei lavoratori storici nonostante il tentativo dell'amministrazione di risolvere la questione.

Dipendenti piscine comunali-2

Piscine comunali, saranno reintegrati i 15 dipendenti di Officine dello Sport in cassa integrazione

"Diamo merito all'amministrazione di aver investito coraggio e soldi per la riapertura anche solo parziale delle piscine comunali - dicono i sindacati -, ma nonostante l'introduzione della clausola di salvaguardia sociale nell'ultimo bando di sette mesi (in scadenza a luglio 2021), il meccanismo di riassunzione dei lavoratori storici delle piscine si è inceppato. Ad oggi (ieri, ndr) 5 febbraio nessuno di questi lavoratori è stato reintegrato". La denuncia dei sindacati (in allegato a fondo pagine il comunicato integrale) si incentra quindi sullo spostamento, ritenuto illegittimo, nelle piscine comunali livornesi dei lavoratori di Cecina, già dipendenti della Virtus Buonconvento, assunti con "contratti di collaborazione esterna esplicitamente vietati dal bando che invece impone l'utilizzo dei contratti nazionali".

"Senza il rispetto della clausola sociale e dei contratti nazionali - concludono Cgil e Usb -, il tessuto sociale e lavorativo livornese rischia di sfaldarsi. E il primo aprile, con lo sblocco dei licenziamenti, i 15 lavoratori e lavoratrici, ora in cassa integrazione, si ritroveranno licenziati dal vecchio gestore Officine dello Sport". Una ulteriore richiesta avanzata dalle sigle sindacali è che sia presentato al più presto il bando per la gestione della piscina e della palestra della Bastia e che si torni, dopo 30 anni di gestione privata degli impianti sportivi, a una conduzione pubblica.

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