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Domenica, 4 Dicembre 2022
Cronaca Magenta-Origine / Via Leonardo Cambini, 21

Pizzeria Verso Sud, le saracinesche artistiche nel mirino dell'ufficio pubbliche affissioni: "Ci chiedono più di mille euro all'anno, assurdo"

Ampliato il locale, il titolare Vincenzo Mastellone aveva messo nuove insegne e fatto ridipingere le grate. Poi le modifiche richieste, che tuttavia non sono state sufficienti: "Invece di invogliare le attività a dare un po' di colore alla nostra città, stanno facendo di tutto per abbuiarla"

Rabbia, amarezza, sconforto. Perché mille euro in più di spese annue, soprattutto in un periodo come questo, non sono poca cosa. Perché va bene essere fiscali, ma altrettanto giusto sarebbe essere "chiari e comprensivi". E perché "invece di invogliare le attività a dare un po' di colore alla nostra città, stanno facendo di tutto per abbuiarla, per renderla morta". Sentimenti e parole sono di Vincenzo Mastellone, titolare della Pizzeria Verso Sud di via Cambini, che attraverso le pagine di LivornoToday ha deciso di rendere pubblico il proprio sfogo figlio di una disavventura con l'ufficio Pubbliche affissioni del Comune di Livorno.

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Dopo due anni dall'inaugurazione, Vincenzo ha ampliato il locale apportando migliorie non soltanto agli interni ma anche alle insegne e alle saracinesche, personalizzate ad hoc dall'artista Francesco 'Ninja' Spanò. E proprio quei dipinti sono finiti nel mirino degli uffici tecnici del Comune che ne hanno contestato una superficie superiore oltre il limite dei 5 metri quadri concessi dalla legge. Apportate quindi le modifiche ritenute necessarie, pena il rischio di incorrere in una sanzione da 2500 euro, Vincenzo si è comunque visto recapitare una tassa di 1.051 euro/anno per il superamento delle misure consentite. E qui nasce lo stupore del titolare che spiega: "Nessuno ci aveva informato che nei 5 metri quadri, tra l'altro parametri di una legge vecchia di 20 anni, erano calcolate sia le insegne che i dipinti sulle saracinesche - racconta Vincenzo - e oltretutto siamo stati noi a inviare le foto agli uffici per far vedere la correttezza con cui erano stati eseguiti i lavori, altrimenti chissà quando mai sarebbero venuti a controllare". 

"Dopo la pandemia e ora questa crisi energetica che ha portato aumenti di ogni genere - continua Mastellone -, mi sembra assurdo fare attenzione a queste cose, soprattutto se chi lo dice è una legge del 2002 assolutamente non attuabile al giorno d'oggi. E soprattutto perché, nonostante i numerosi colloqui con gli uffici competenti, non ci erano stati chiariti i parametri entro i quali saremmo dovuti rimanere. In questo modo, invece di invogliare le attività a dare un po' di colore alla nostra città, stanno facendo di tutto per abbuiarla per renderla morta. Così non si fa altro che assediare le attività con leggi assurde che non danno possibilità di sviluppo".

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