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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Covid, la denuncia di un medico del pronto soccorso: "Pressioni per non usare il plasma iperimmune"

Giovanni Belcari opera a Portoferraio: "Ho il diritto di usare questa terapia peraltro suffragata dal parere positivo del comitato etico. Non intendo far cadere nel vuoto quanto accaduto"

"Ho ricevuto pressioni fortissime che non intendo far cadere nel vuoto anche perché avevo tutto il diritto di usare il plasma iperimmune come terapia". A parlare, ai microfoni di "Fuori dal coro", è Giovanni Belcari, 43enne medico del pronto soccorso dell'ospedale di Portoferraio: "Io sono l'ultimo faro del mio paziente e ho il dovere di intervenire in determinate situazioni". Belcari, secondo quanto raccontato alla trasmissione televisiva, ha utilizzato questa terapia su un paziente affetto da Leucemia linfatica cronica: "Con la mia malattia - le parole dell'uomo - il vaccino contro il Covid è inutile. Ho preso il virus e per cinque mesi sono stato malissimo e la percezione che ho avuto è che mi avrebbero lasciato morire. La febbre mi era arrivata a 40 e non respiravo, così sono andato al pronto soccorso e mi hanno 'curato' con il plasma. Dopo una settimana stavo tagliando l'erba sul trattore". 

Di plasma iperimmune, come raccontato dal virologo Daniele Focosi, ne resta pochissimo e verrebbe raccomandato soltanto per "usi compassionevoli" solamente dopo il parere di un comitato etico. Subito dopo che Belcari lo ha usato per curare Marcello, un primario dell'ospedale, stando al racconto dell'inviata di Fuori dal coro, avrebbe inviato una una mail a tutto il personale nella quale sottolineava di trovare "inaccettabile che si faccia una terapia di questo tipo. Chiedo che vengano chiarite le dinamiche, la responsabilità e che la cosa non si ripeta". "Il plasma iperimmune - la conclusione di Belcari - è l'unica cura efficace in questi casi. Trovo inaccettabile mettere i bastoni tra le ruote a un medico che lo prescrive e lo applica dopo essere stato suffragato dal comitato etico". 

Sulla questione è intervenuta anche Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega, che ha spiegato come "la denuncia di un medico del pronto soccorso di Livorno, di pressioni ricevute dal primario perché non si ricorra mai più alla cura con plasma iperimmune, nemmeno nei confronti di un paziente con leucemia, è estremamente importante. E dà ragione a chi ritiene che la cura De Donno sia stata osteggiata, e lo sia tuttora, in Italia, senza alcun fondamento medico-scientifico". 

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