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Giovedì, 6 Ottobre 2022
Cronaca

Covid | Curato con plasma iperimmune, l'Asl: "Accertamenti sull'iniziativa del medico del pronto soccorso"

In una lunga nota l'azienda sanitaria spiega che si sta procedendo a una ricostruzione dei fatti "per valutarne la conformità rispetto agli standard aziendali". Il medico aveva dichiarato di aver ricevuto pressioni fortissime per non utilizzare il plasma

"Un'attenta ricostruzione dei fatti per valutarne la conformità rispetto ai percorsi aziendali". Questa la posizione assunta da Asl Toscana Nord Ovest in merito alla somministrazione di plasma iperimmune a un paziente dell'isola d'Elba, circostanza che nei giorni scorsi ha portato un medico del pronto soccorso, il 43enne Giovanni Belcari, a raccontare ai microfoni di una trasmissione televisiva, Fuori dal coro, quanto avvenuto in merito alle cure nei confronti di un paziente affetto da leucemia linfatica cronica.

"Ho ricevuto pressioni fortissime - aveva detto in tv - che non intendo far cadere nel vuoto anche perché avevo tutto il diritto di usare il plasma iperimmune come terapia". "Con la mia malattia - aveva raccontato il paziente - il vaccino contro il Covid è inutile. Ho preso il virus e per cinque mesi sono stato malissimo e la percezione che ho avuto è che mi avrebbero lasciato morire. La febbre mi era arrivata a 40 e non respiravo, così sono andato al pronto soccorso e mi hanno 'curato' con il plasma. Dopo una settimana stavo tagliando l'erba sul trattore". 

Asl: "Approfondimenti in corso per analizzare e verificare tutti i passaggi"

Asl in una nota ha evidenziato che "il sistema sanitario regionale garantisce la presa in carico di tutti i cittadini con passaggi codificati e attraverso valutazioni attente dei propri professionisti. Ciò era regolarmente avvenuto anche nel caso specifico, con una presa in carico che avrebbe portato al ricovero del paziente per analizzare a 360 gradi la sua situazione e per effettuare le terapie più idonee. La stessa certezza c'è - hanno aggiunto - per ogni persona che si rivolge alle strutture aziendali, ospedaliere o territoriali".

"Sulla questione della somministrazione di plasma iperimmune all'interno del pronto soccorso di Portoferraio, Asl sta facendo un'attenta ricostruzione dei fatti, tenendo conto anche degli aspetti scientifici ed etici legati alla vicenda, per valutarne la conformità rispetto ai percorsi aziendali, regionali e nazionali. Sono quindi - spiega l'azienda - in corso approfondimenti, con i settori e i professionisti interessati, per analizzare e verificare tutti i passaggi. E per stabilire se nell'ambito della somministrazione di plasma iperimmune, eseguita nei locali del Pronto Soccorso di Portoferraio in regime di 'trattamento compassionevole', siano stati rispettati gli standard di qualità e di sicurezza del paziente, considerando le specificità del caso eccezionale e l'attuale situazione di convivenza con la pandemia da Covid.".

L'azienda: "Il medico del pronto soccorso ha chiesto direttamente al comitato etico l'autorizzazione all'uso compassionevole"

Asl, che ha sottolineato come ci sia sempre stato "un impegno costante a garantire l'equità di accesso da tutti i territori dell'area Nord Ovest", compresa l'Elba "che ha avuto attenzioni particolari fin dall'inizio della pandemia in considerazione delle peculiarità e dei limiti strutturali dell'ospedale isolano". "L'attenzione nei confronti dei malati è indiscutibile - ha precisato Asl -, come pure è indubbia l'estrema considerazione per i residenti del territorio dell'Elba". "Nel caso specifico - hanno evidenziato dall'azienda - il paziente dell'Isola d'Elba è stato preso in carico (quindi tutt'altro che abbandonato a sé stesso), grazie al collegamento tra lo stesso pronto soccorso di Portoferraio, il medico curante, il laboratorio di analisi ed il reparto di Malattie infettive di Livorno. A causa del persistere della positività al Sars-CoV-2, al paziente era stato infatti proposto il ricovero nell'area Covid dell'ospedale di Livorno, che avrebbe consentito un approfondimento delle sue condizioni e l'esecuzione di eventuali terapie dedicate al trattamento del Covid e alle sue patologie di base, in accordo con il centro specialistico di riferimento di Aoup".

"Questo grazie all'interessamento 'proattivo' del direttore delle Malattie infettive Spartaco Sani, che più volte ha avuto contatti diretti con il medico di famiglia e con lo stesso paziente nel momento in cui è stata segnalata dal laboratorio di Livorno la lunga positività al Covid, correlata ad un quadro clinico complesso e gestito per la patologia di base da specialisti di Aoup. Si è poi assistito ad una 'deviazione' da questo iter aziendale, per iniziativa del medico del pronto soccorso di Portoferraio che ha deciso di chiedere direttamente al Comitato Etico di area vasta l'autorizzazione all'uso compassionevole del plasma iperimmune, ottenendo l'assenso e procedendo alla somministrazione della terapia all'interno dei locali del pronto soccorso di Portoferraio".

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