rotate-mobile
Cronaca

Covid, parla il paziente salvato dal plasma iperimmune: "Se sono ancora vivo, non lo devo alla Asl"

In una lunga lettera Marcello Bonistalli replica all'azienda accusando il trattamento ricevuto: "Sentire dire che sono stati impeccabili mi suscita solo rabbia, mi hanno contattato solo per attaccarmi. "

"Sono sato male, il plasma iperimmune mi ha strappato da morte certa. Ma se oggi sono qui a raccontare quanto mi è accaduto non è certo grazie all'Asl a ai suoi professionisti, piuttosto per merito di chi, come dicono dall'azienda, ha 'deviato' dall'iter tradizionale. Leggere certe falsità è avvilente". C'è tanta frustrazione nelle parole di Marcello Bonistalli, il paziente affetto da leucemia linfatica cronica curato dal Covid grazie alle trasfusioni di plasma su indicazione del medico del pronto soccorso dell'ospedale di Portoferraio, Giovanni Belcari. Il solo, secondo quanto racconta Bonistalli in una lunga lettera di risposta all'Asl (qui la versione dell'azienda), ad averlo aiutato e salvato. Il resto è un duro attacco all'azienda sanitaria ("una difesa della propria immagine piena di falsità", al primario di Malattie infettive, Spartaco Sani ("mi ha cercato solo per attaccarmi") e all'Asl tutta che, a suo dire, non gli avrebbe mai proposto il ricovero ospedaliero a Livorno "nonostante le nostre continue e disperate richieste di cure". 

Covid, la lettera del paziente curato con plasma iperimmune

Di seguito riportiamo integralmente la lettera che ci è stata inviata da Marcello Bonistalli. 

Leggo con stupore la nota dell'Asl Toscana nord ovest mirata soprattutto a difendere la propria immagine sostenendo con toni elegiaci l'operato dei propri operatori durante la pandemia. Leggo che il tutto avviene – compreso il mio caso – nella piena sintonia tra medici e specialisti. Sarebbe stato bello però se, oltre a sentire il parere dei vostri professionisti, qualcuno di voi, ivi compresi i medici che tanto vi affannate a difendere, aveste anche solo provato ad interpellare me che grazie alle negligenze di molti ho quasi rischiato di morire.  É inaccettabile che diciate ora che il paziente è stato preso in carico, citando il pronto soccorso e il laboratorio analisi, quando è stato proprio il pronto soccorso, da voi accusato ed ostacolato con e-mail e telefonate, a sostituire le mancanze di cui sono stato oggetto.

Leggo poi che mi era stato proposto il ricovero al reparto di malattie infettive dell'ospedale di Livorno, ma vorrei sapere quando? Nonostante le nostre continue e disperate richieste di cure non sono mai sono stato ricoverato a Livorno o altrove come tanti altri pazienti gravi che la Asl si gloria di aver trasferito. È stato anche affermato che non avrei avuto beneficio né dai farmaci antivirali né dai monoclonali tanto è vero che nessuno di questi farmaci mi sono stati mai proposti, né prescritti né tanto meno somministrati.

"Il dottor Sani mi ha contattato solo per attaccarmi pesantemente"

"L'interessamento proattivo del dottor Sani", è stato quando il 27 aprile mi ha cercato tramite mia moglie, non avendo neppure avuto l'accortezza di appuntarsi il mio numero, e lo ha fatto solo per attaccarci pesantemente dopo aver saputo della trasfusione di plasma del giorno precedente, che invece mi ha strappato a morte certa curando i sintomi e la polmonite bilaterale ormai in stato avanzato. Vorrei mettervi al corrente che prima di allora non mi era mai stata fatta alcuna Tac, se non quella che mi sono dovuto pagare in clinica privata poiché il medico di famiglia a fine febbraio mi giudicava in via di guarigione e non riteneva necessaria alcuna indagine ulteriore. 

Inoltre, come già detto, né monoclonali né antivirali mi sono mai da voi stati prescritti. O meglio dal reparto di ematologia di Pisa, dove sono seguito per la mia malattia, era stata segnalata la necessità ed urgenza di somministrazione di tali monoclonali, i quali purtroppo risultavano "non disponibili" così mi è stato riferito dal mio medico di famiglia.

"Mai ricevuto una visita medica, monitoraggio o supervisione"

Erano tutti quanti al corrente che avessi febbre alta e tosse fissa da gennaio: le cure a me somministrate sono state solo a tentativi, spesso iniziate e poi sospese. Tutto fatto a distanza senza mai aver ricevuto una vera visita medica, monitoraggio o supervisione, salvo una visita multifunzionale del 7 marzo. Vorrei sottolineare che tali scelte e lunghe attese hanno complicato e aggravato la mia già fragile situazione clinica. 

Solo io e chi mi sta vicino sappiamo e possiamo sapere cosa abbiamo passato, il dolore, la paura, il senso di orribile abbandono, la percezione che non ci sarebbe stata una fine a questo inferno. Siamo stati per mesi in bilico, ad un passo dal precipizio senza nessuno che ci abbia proposto alcun efficace rimedio. E sentirsi dire dopo mesi di sofferenze e vita sprecata che è stato fatto tutto e vantandovi dell'interesse proattivo dei vostri specialisti, oltre ad essere assolutamente falso, vergognoso, inaccettabile è incredibilmente frustrante e avvilente. Qui si parla di vita, della vita dei pazienti, i vostri pazienti che sono uomini, padri, mariti, figli, nonni, amici. E se solo fosse vero quello che da voi è stato scritto non potrei che esserne felice e fiero ma purtroppo così non è stato.

"Sentire dire che siete impeccabili mi suscita solo rabbia" 

Sono stato male, quasi al limite della sopportazione. A casa, sempre e solo a casa in attesa che qualcuno facesse qualcosa. A combattere per intere giornate a tenere duro aggrappandomi alla vita e a quello che di più prezioso ho.  Se sono oggi qui a rispondere alle vostre giustificazioni non è certo grazie a voi ed a nessuno dei professionisti da voi citati. Sentirvi dire di essere stati impeccabili fino ad oggi suscita in me solo rabbia e tanta amarezza, quando invece è proprio grazie a colui che secondo voi avrebbe 'deviato', parole vostre, dall'iter aziendale che sto pian piano tornando alla mia normale vita. 

Mi premeva spiegare tutto questo in risposta alla vostra nota che, in conclusione, ammette che le trasfusioni sono state regolari avendo il Comitato Etico riconosciuto la sussistenza dei necessari requisiti. Questo per me, per la mia salute, è ovviamente la cosa più importante. Tutto il resto mi amareggia, ed è per questo che seguirò con attenzione l'evolversi della vicenda e le conclusioni dell'indagine interna avviata dall'Asl.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Covid, parla il paziente salvato dal plasma iperimmune: "Se sono ancora vivo, non lo devo alla Asl"

LivornoToday è in caricamento