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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Caso pomodori Petti, la Toscana: "Frodi alimentari nemiche di salute e buona economia"

L'assessore regionale, Stefania Saccardi, interviene sull'inchiesta di Venturina: "Tutelare produttori, lavoratori e consumatori"

La vicepresidente e assessore all'Agroalimentare della Toscana, Stefania Saccardi, è intervenuta sul caso della passata di pomodoro Petti dopo il sequestro dal parte dei carabinieri che hanno accusato l'azienda di utilizzare una parte variabile di prodotto estero (extra-Ue) con quello italiano per poi imbottigliare il prodotto ed etichettarlo con il marchio 100% italiano o 100% toscano. "Ci sono due punti fermi in questa preoccupante vicenda - le parole dell'assessore -: la fiducia nel lavoro degli inquirenti e della magistratura e la necessità di salvaguardare il futuro della filiera toscana del pomodoro e dei tanti addetti. Su questo aspetto l'attenzione della Regione, a difesa dei produttori locali, dei lavoratori impiegati nel comparto e dei consumatori, sarà massima". 

Caso pomodori Petti, la difesa di Italian Food: "Merce estera per prodotti a marchi terzi"

"Le frodi alimentari sono nemiche non solo della salute dei cittadini, ma anche della buona economia, soprattutto in un settore come quello dell'agroalimentare che, in Toscana, ha nel rispetto della qualità e della tipicità i suoi punti di forza". 

Caso pomodori Petti, Codici: "Chiediamo chiarezza sulla situazione"

Il segretario nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, commenta duramente quanto accaduto: "L'accusa è  gravissima e parte dei prodotti sequestrati erano pronti per essere messi in commercio. La tutela dei consumatori in ambito alimentare sta diventando sempre più importante e  il mercato è pieno di offerte pericolose, perché nascondono frodi che possono avere anche ripercussioni sul piano della salute. È doveroso chiarire anche la qualità dei prodotti già in commercio. Dal canto nostro, rinnoviamo l'invito ai consumatori a prestare attenzione quando si fanno acquisti, leggendo attentamente l'etichetta, anche se purtroppo non sempre racconta la verità". 

Confagricoltura Toscana: "A rischio la filiera produttiva del pomodoro maremmano"

"La frode che ha riguardato l'azienda Petti è il chiaro segnale che il pomodoro maremmano deve essere valorizzato ancora di più di quanto non sia stato fatto fino ad oggi". Così Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana. "Se confermato dalla indagini, il comportamento dell'azienda è assolutamente da stigmatizzare e mette ancora più in evidenza come l'aumento della domanda di questo prodotto renda necessario una maggiore valorizzazione, anche economica, del pomodoro maremmano. Spero  - conclude Neri -  che ipotesi di reato come quelle contestate alla azienda livornese non frenino e non pregiudichino in qualche modo la trasformazione toscana perché si rischierebbe di interrompere una filiera importante per l'economia toscana e la sostenibilità economica e ambientale".

Anicav: "Piena fiducia nelle indagini"

Anche l'Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali ripone la propria fiducia nell'indagine: "Siamo assolutamente certi che gli inquirenti potranno chiarire nel più breve tempo possibile quanto effettivamente accaduto in questa vicenda, anche per evitare speculazioni che troppo spesso hanno messo a repentaglio l'immagine di un comparto fondamentale per la filiera agroalimentare italiana. Ribadiamo il nostro totale impegno a favore della massima trasparenza a tutela dei consumatori, così come testimoniato nel corso degli anni anche dalle posizioni assunte a sostegno dell'introduzione dell'etichettatura di origine obbligatoria per tutti i derivati del pomodoro". 

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