Porto 2000, la protesta arriva sul tetto del Terminal Crociere: "Il Covid non sia una scusa, non siamo il vostro bancomat"

Posti di lavoro a rischio e precari nel limbo: nuovo sit-in dei lavoratori. Striscioni anche contro il gruppo Onorato che ha acquisito la maggioranza dell'azienda solo un anno fa: "Dopo anni di precariato ci avete disOnorato"

"Non siamo il vostro bancomat". I lavoratori della Porto di Livorno 2000 sono tornati a protestare, oggi venerdì 12 giugno, questa volta al Terminal Crociere, al varco Fortezza. Un presidio che segue quelli degli ultimi giorni sotto alla sede dell'Autorità Portuale, sugli scali Rosciano. Al sit-in hanno partecipato il segretario della Cgil Fabrizio Zannotti, il segretario provinciale del Partito comunista Luigi Moggia, il coordinatore nazionale di Potere al Popolo Vittorio Colombo e una delegazione dell'Usb. A essere preso di mira anche il gruppo Onorato, che ha la maggioranza della società di servizi portuali, dopo un'operazione perfezionata solo un anno fa. "Dopo anni di precariato ci avete disOnorato" recitava uno striscione srotolato dal tetto del Terminal Crociere. "La dirigenza - afferma Potere al Popolo in una nota - vorrebbe fare una ristrutturazione aziendale tagliando alcuni posti di lavoro, con i vari precari ancora nel limbo dell’incertezza lavorativa che rischiano di arrivare a scadenza di contratto, nonostante nel bando di gara fosse scritto a chiare lettere che andava garantita tutta la situazione occupazionale".

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"Inaccettabile indicare il Covid come causa di tutto"

La Filcams-Cgil chiama in causa l'azienda che solo un anno fa ha acquisito i due terzi del capitale della Porto 2000, ma anche la Port Authority: "Non possiamo più accettare di sentirci dire in maniera strumentale che il Covid è la causa di tutti gli attuali malesseri - dicono dal sindacato - quando poi vengono chiusi, varchi stazioni marittime e servizi all'utenza. La parte pubblica Autorità Portuale e Camera di Commercio non possono più continuare a stare a guardare davanti a questo scempio in una città che è stata classificata 'Area di crisi complessa'. Noi non ci stiamo più a veder far male alla città, al suo porto e soprattutto ai Lavoratori che smetteranno di lottare solo davanti a quelle dovute risposte che attendono da mesi". 

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"Lavoratori stanchi, delusi, stremati"

I lavoratori, proseguono dalla Filcams, sono "stanchi, delusi, stremati da una situazione che oggi non è più sostenibile". "Nel silenzio generale - sottolinea il sindacato - continuano a presentarsi incognite su incognite, sia sul futuro che sulla tenuta occupazionale,nonostante la clausola di salvaguardia sociale che i privati hanno accettato nel pacchetto del bando di gara e che comprende anche i precari. A peggiorare la già drammatica situazione in questi giorni è arrivato anche un piano di trasferimento del personale che sa molto di ristrutturazione aziendale,nonostante l'azienda abbia fatto ricorso in questi mesi di emergenza Covid degli ammortizzatori sociali. In questa fase nella quale abbiamo visto confortanti segnali di ripresa del traffico traghetti, desta molta preoccupazione la crisi che da tempo incombe sul Gruppo Onorato maggior azionista della cordata".

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