Porto di Livorno, Grimaldi: "Certi di essere estranei ai reati"

Secondo l'indagine della procura di Livorno, la compagnia, con l'aiuto del presidente e del segretario dell'autorità portuale, avrebbe avuto canali preferenziali per l'assegnazione di banchine

Foto Grimaldi Group

L'Autorità portuale di Livorno è stata scossa dal provvedimento del gip di Livorno con il quale interdice per un anno dai pubblici uffici il presidente Corsini e il segretario Provinciali con l'accusa di abuso d'ufficio e falso ideologico. I due, stando alle accuse riportate nell'ordinanza, avrebbero favorito il gruppo Grimaldi annullando di fatto la concorrenza e provocando un ingente danno all'erario. 
La risposta della multinazionale non si è fatta attendere e in lungo comunicato stampa ha voluto chiarire la sua poziione: "L'azienda desidera esprimere la sua più totale fiducia nella giustizia italiana, con la sicurezza che nel corso delle stesse verrà accertata la completa estraneità del gruppo da eventuali dinamiche non regolari che abbiano potuto avere luogo nell'assegnazione degli spazi all'interno del porto di Livorno". 
 
"Giova, a tal proposito, sottolineare che il gruppo Grimaldi è presente nel porto di Livorno da oltre 50 anni, durante i quali l'importanza strategica dello scalo labronico all'interno del proprio network è aumentata progressivamente con un conseguente sempre maggiore impegno di risorse in termini di investimenti e servizi offerti. L'impatto positivo sul porto e, più in generale, sul territorio livornese in termini di lavoro e occupazione creata è stato rilevante. Durante questi anni, il gruppo non ha mai usufruito, come erroneamente riportato da alcune testate, di trattamenti preferenziali da nessuno dei suoi interlocutori all'interno dello scalo. Al contrario, si è trovato sistematicamente a dover operare in aree con spazi inferiori, in termini di metri quadrati, rispetto a quelle concesse a tutti i suoi concorrenti.
 
Il problema dell'inadeguatezza degli spazi riservati, rispetto alla mole di carico movimentata, ha comportato la necessità dell'utilizzo di banchine temporanee in attesa di ottenere concessioni di medio-lungo termine. Questi spazi concessi temporaneamente ai terminalisti affidatari, è bene sottolineare, sono più onerosi per la compagnia utilizzatrice rispetto a quelli concessi per periodi più lunghi con un conseguente maggiore introito per l'erario. 

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