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Cronaca

Porto Livorno, i lavoratori minacciano dieci giorni di sciopero. I sindacati: "Sicurezza, salario e salute: servono risposte"

Gli operai pronti a incrociare le braccia dal 12 settembre. Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti: "Le aziende ora ci devono ascoltare"

Dieci giorni di sciopero a partire dal 12 settembre se le proposte formulate dai sindacati su sicurezza, salario e salute non saranno ascoltate. È questo, in estrema sintesi, il mandato che i lavoratori portuali riuniti in assemblea per tre giorni (dal 23 al 25 agosto) hanno consegnato a Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti.  "Nell'ambito della sicurezza  - sottolineano i sindacati - abbiamo avuto conferma del mancato impiego dei segnalatori, dell'utilizzo compulsivo dello straordinario e interferenze tra sbarco passeggeri ed imbarco e sbarco dei rotabili. Per quanto riguarda la salute invece sono state riscontrate condizioni di clima nei garage dei traghetti Ro-Ro, tali da sospendere le attività. Criticità risolte parzialmente con soluzioni spesso artigianali, ma che non attenuano adeguatamente l'esposizione alle polveri sottili dei portuali". 

"In riferimento al salario, è diffusa con sistematicità la pratica del sotto-inquadramento in relazione alle mansioni prevalenti svolte, con il risultato di un'ulteriore compressione salariale. Nello specifico, in alcune realtà, emerge un'alta rotazione del personale in ingresso con contratti a termine che, spirati i termini, vengono sostituiti con altri lavoratori a tempo determinato. Nel Porto di Livorno, il precariato ha numerose connotazioni, che non coincidono soltanto con la natura contrattuale, ma spesso con l'organizzazione del lavoro e la conseguente indisponibilità dei tempi di vita. Ulteriore elemento precarizzante è il salario insufficiente". 

Porto Livorno, le richieste dei sindacati su salario, salute e sicurezza

Alla luce di quanto esposto, ecco cosa chiedono i sindacati: "Aumento del 10% delle retribuzioni base, ricognizione ed adeguamento dei livelli retributivi, verifica della rotazione dei contratti a tempo determinato e stabilizzazione dei lavoratori precari per mezzo di una campagna di assunzioni con contratti a tempo indeterminato e rendere operative le disposizioni sanzionatorie del Provvedimento 22 emanato dall'Autorità portuale".

"Le nostre rivendicazioni  - concludono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti - trovano ragione nel contesto attuale e sono spinte da quanto sta accadendo a livello globale. Le grandi concentrazioni armatoriali dominano l'economia del mare con imponenti trasferimenti di ricchezza ed è in atto una speculazione nel mercato delle fonti energetiche. Tutto questo, in rilievo plastico, denuncia il fallimento delle economie di mercato. I porti, in quanto beni pubblici e mercati regolati, non possono essere a disposizione dell'armatore di turno che si arricchisce senza lasciare niente al territorio. Il Sistema Portuale livornese, dopo un lento ed inesorabile processo di deindustrializzazione, resta l'unico plesso industriale in grado di produrre e redistribuire ricchezza". 

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