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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Cronaca

Porto, lavoratori ancora in sciopero: braccia incrociate per 48 ore. Guerrieri: "Sprecata una grande occasione"

Continua il confronto serrato tra sindacati, imprenditori e autorità portuale. Dopo l'ultimo incontro ancora una fumata nera, in arrivo un altro stop di due giorni

Niente da fare. Ancora sciopero. Dopo l'ultimo incontro tra sindacati, imprenditori e Authority andato in scena nella giornata di lunedì scorso, 19 settembre, da domani i lavoratori dello scalo labronico incroceranno le braccia per altre 48 ore, fino alle 23.59 di giovedì 22. Fumata nera, dunque, con presìdi annunciati davanti ai varchi Valessini, Galvani e terminal Darsena Toscana. In una nota diffusa dai segretari di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti si evidenzia che "sono state messe a nudo tutte le criticità che dopo anni di denunce non hanno ricevuto le soluzioni necessarie".

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"I rappresentanti degli imprenditori portuali livornesi - aggiungono i sindacati nella nota - hanno dichiarato al tavolo che è stato un errore permettere l’acquisizione di quote societarie agli armatori e di non avere nessun potere contrattuale nei loro confronti. Le imprese portuali - proseguono - hanno chiesto l’adeguamento tariffario pena la tenuta stessa delle aziende. È stato riconosciuto oltretutto dall’Authority un uso distorto del contratto nazionale unico dei lavoratori dei porti in materia di sicurezza e abuso dello straordinario. Su richiesta delle segreterie - concludono -, hanno accordato 30 stabilizzazioni, per due terzi nei soggetti economici più deboli, che senza garanzie delle risorse economiche necessarie aggravano ulteriormente la crisi portuale". Ogni accusa dunque viene rigettata dalle sigle in questione, spiegando che è stato sconfessato quanto dato per certo lo scorso 14 settembre, ovvero un confronto con i rappresentanti degli armatori. Per i sindacati, dunque, "i lavoratori portuali sono le vittime del sistema Porto, che ha negli imprenditori gli unici responsabili".

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"Nonostante l'azione dell'Ap avesse consentito di dare risposta a tutte le rivendicazioni sindacali - spiega invece l'Autorità Portuale in una nota - il tavolo di lavoro non è approdato ancora una conclusione". Stabilizzazioni, avvio di un confronto sul piano tariffario con tutte le parti coinvolte e riforma del modello organizzativo della impresa che fornisce lavoro temporaneo in porto. Erano questi i punti di caduta su cui la Port Authority e le organizzazioni datoriali avevano cercato di trovare una quadra con i sindacati. Per Guerrieri, però, quello dei sindacati è un "incomprensibile diniego opposto all'ennesimo tentativo di arrivare ad una tregua in porto".

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"Avevamo persino superato l'ultimo punto rimasto aperto nella riunione precedente - ha aggiunto Guerrieri - e che era stato l’unico oggetto di rottura: quello relativo alle stabilizzazioni dei precari" evidenzia, sottolineando come la proposta di mediazione si componesse anche di altri elementi essenziali "che riteniamo fossero gli unici a poter dare delle risposte concrete alle urgenze poste dalle sigle sindacali e riconosciute anche dalle associazioni datoriali". Guerrieri ha dunque concluso sottolineando che "il sindacato ha sprecato una grande occasione. A questo punto la conclusione della vertenza diventa molto più difficile e può sfociare in un caos dove il continuo rilancio delle richieste sindacali rischia di rendere ingovernabile il nostro sistema portuale e il porto di Livorno in particolare".

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