Cronaca

Porto Livorno, stato di agitazione alla Seatrag. Usb: "Operai senza bagni e spogliatoi e con carichi eccessivi di lavoro"

La denuncia del sindacato sulle condizioni di alcuni dipendenti: "Non c'è rotazione, turni troppo frequenti. E il contratto integrativo non ancora rinnovato"

L'Unione sindacale di base ha dichiarato lo stato di agitazione per tutti i lavoratori della Seatrag Autostrade del Mare, società che lavora in ambito portuale e che conta circa 80 dipendenti. Il sindacato, infatti, denuncia quelle che, secondo quanto in suo possesso, sarebbero le condizioni di lavoro di alcuni operai: "La metà di essi - sottolinea Usb -, dopo anni e anni di lavoro, non ha ancora i bagni e gli spogliatori nonostante siano obbligatori secondo il decreto 81/08. Malgrado le numerose sollecitazioni e un esposto all'Asl, la dirigenza aziendale non ha ancora provveduto alla loro installazione, nonostante siamo in piena terza ondata della pandemia Covid".

Seatrag, la deuncia di Usb: "Turni troppo frequenti, manca la rotazione"

Secondo il sindacato tuttavia ci sarebbero anche altri problemi: "Abbiamo più volte segnalato le problematiche relative ai carichi di lavoro e ai turni. L'assenza di rotazione fa sì che un gruppo di dipendenti faccia con troppa frequenza turni di lavoro notturni con aumento significativo dello stress e rischio di incidenti. A questo aggiungiamo la mancanza di una programmazione dei turni da comunicare in anticipo".

Ultima questione è quella del contratto integrativo aziendale: "Occorre intraprendere - specifica Usb - una trattativa per il suo rinnovo attraverso un percorso condiviso da tutti i lavoratori in maniera democratica. Noi abbiamo presentato una proposta mentre le altre organizzazioni sindacali, nonostante vantino un ipotetico 'riconoscimento' da parte dell'azienda, non sono ancora riuscite a discutere alcunché. La nostra indicazione è che si torni alle indicazioni del Ccnl dei porti. La Seatrag aveva inizialmente affermato questo principio, salvo poi, almeno per il momento, mantenere un atteggiamento poco chiaro. Per tutte queste regioni chiediamo l'apertura di un tavolo di raffreddamento all'Autorità Portuale". 

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