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Cronaca

Proiettili 'livornesi' sui manifestanti in Iran, presidio davanti alla Cheddite: "Stop all'invio di armi, serve una commissione parlamentare"

Decine di persone alla protesta organizzata dal Coordinamento per il ritiro delle missioni militari davanti all'azienda che produce munizioni ritrovate in Iran per reprimere le manifestazioni di piazza: "Necessario il coinvolgimento delle istituzioni locali per fare luce sulla vicenda"

"Le dittature sparano Cheddite", "Stop all'invio di armi in Iran", "Non siamo complici della repressione in Iran". Sono questi alcuni degli striscioni comparsi ieri, giovedì 15 dicembre, in via della valle Benedetta davanti ai cancelli della Cheddite dove il Coordinamento per il ritiro delle missioni militari aveva indetto un presidio per esprimere solidarietà a chi si rivolta in Iran e per pretendere lo stop immediato delle esportazioni dell'azienda italo-francese verso la Turchia e l'Iran. È notizia dei giorni scorsi, resa nota dall'inchiesta di France24, che la polizia iraniana utilizza infatti proiettili prodotti proprio dalla fabbrica che ha sede a Livorno, al Limoncino, "per sparare fucilate sui manifestanti". "Secondo inchieste indipendenti - aggiungono dal Coordinamento -, le munizioni arriverebbero in Iran attraverso la Turchia per aggirare l'embargo a cui è sottoposto il paese. Per questo abbiamo manifestato di fronte ai cancelli della fabbrica insieme alla Comunità Iraniana di Pisa". Tra i manifestanti, presenti anche rappresentanti di Usb, Potere al Popolo e Rifondazione comunista.

Al presidio, alcuni esponenti della comunità iraniana hanno spiegato come proprio i proiettili da caccia prodotti dalla Cheddite siano utilizzati per colpire i manifestanti. "Proiettili - dicono ancora dal coordinamento - che possono essere letali e che possono ferire gravemente, tanto più se si considera che vengono utilizzati in maniera particolare, insieme ad altro munizionamento, per colpire agli occhi i manifestanti. Sono infatti già 500 quelli che rischiano di perdere la vista anche a causa dei proiettili Cheddite".

Nelle pagine successive i comunicati integrali del Coordinamento per il ritiro delle missioni militari, di Usb, di Potere al Popolo e della Cgil

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