Cronaca

Pronto soccorso, il piano dell'Asl per ridurre le attese: posti letto a Medicina per la presa in carico precoce dei pazienti

Gli obiettivi indicati nella delibera firmata dalla direttrice generale, Maria Letizia Casani: "Collaborazione tra reparti con la finalità di accogliere nelle nuove strutture le persone comunque destinate al ricovero"

Una ventina di posti letto preordinati, all'interno delle unità operativa complesse di Medicina, per la presa in carico precoce di pazienti del pronto soccorso in attesa di ricovero. È questo il piano che l'Azienda Usl Toscana Nord Ovest intende mettere in campo, a partire dagli ospedali di Livorno e Versilia, per ridurre il cosiddetto fenomeno del boarding, uno dei fattori che maggiormente incide sul sovraffollamento nei reparti di emergenza e urgenza. A darne notizia è la stessa azienda sanitaria, con il direttore generale Maria Letizia Casani.che mercoledì 15 marzo ha firmato un'apposita delibera informando i presidi ospedalieri al momento interessati. 

"La sezione integrata alla unità operativa complessa (Uoc) di Medicina generale - si legge nel testo della delibera - permetterà di coadiuvare la regia delle attività inerenti le specialità della medicina interna nel presidio, realizzando quindi un rafforzamento della direzione specialistica e una miglior gestione delle attività e dei percorsi ospedalieri, in stretta collaborazione con il pronto soccorso, con la finalità della presa in carico precoce dei pazienti e dell'ottimizzazione della gestione delle urgenze internistiche". Individuati anche i responsabili delle nuove strutture, ovvero i medici internisti Xavier Rosada (Livorno) e Daniele Taccola (Versilia). 

Pronto soccorso, ecco come l'Asl intende ridurre i tempi di attesa

In pratica questo nuovo modello organizzativo vuole dare una risposta al cosiddetto fenomeno del "boarding" (pazienti in attesa di ricovero), il fattore che più incide sul sovraffollamento in Pronto soccorso. Avere quotidianamente a disposizione un numero preordinato di posti letto per esigenze di ricovero ordinario potrà sicuramente dare sollievo al PS, limitando le difficoltà che interferiscono con il regolare funzionamento del settore dell'emergenza urgenza, ottimizzando l'utilizzo della risorsa posto letto e potenziando l'interfaccia tra Pronto soccorso e gli altri reparti ospedalieri, perché il buon funzionamento di questo percorso è responsabilità complessiva dell'intero ospedale, associata all'elevato numero di pazienti che accedono a tali strutture, rende infatti necessario intraprendere modifiche organizzative che permettano - in linea con quanto indicato anche dalla Regione Toscana - la presa in carico precoce di quei pazienti che accedono al PS per problematiche di natura internistica o comunque medica specialistica (non chirurgica).

"L'obiettivo di questa modifica organizzativa - spiega il direttore del dipartimento delle specialità mediche Roberto Andreini - è duplice: accogliere il prima possibile nei letti delle unità operative di Medicina interna i pazienti comunque destinati ad essere ricoverati, riducendo così al minimo l'attesa nei locali del Pronto soccorso e garantire il setting assistenziale adeguato alle patologie internistiche di più elevato impegno coadiuvando gli operatori medici e infermieri del Pronto soccorso nell'appropriatezza e tempestività delle cure. In ognuno dei nostri ospedali maggiori vengono così identificati, all'interno dell'unità operativa di Medicina, 18-20 posti letto dedicati a questa specifica attività. Nelle nuove strutture denominate Unità operative semplici di presa in carico precoce verranno accolti quindi i pazienti destinati a ricovero da PS e anche i pazienti con patologie con gestione più impegnativa sia clinica che assistenziale.Il personale  medico e infermieristico assegnato alle sezioni integrate sarà commisurato alle esigenze, anche logistiche, del singolo presidio ospedaliero".

"In estrema sintesi - conclude Andreini -, con questa rimodulazione contiamo di gestire in maniera sempre più appropriata i pazienti provenienti dal settore dell'emergenza urgenza che necessitano di cure internistiche e, aspetto da evidenziare, vogliamo rafforzare e rendere sempre più stretta la condivisione dei casi clinici e la collaborazione tra il personale medico e infermieristico delle Medicine interne e quello del Pronto soccorso, per cercare di ridurre il più possibile il disconfort dei pazienti e il disagio degli operatori del dipartimento di emergenza urgenza. A tutti gli operatori va il ringraziamento mio e della direzione aziendale per la dedizione, la professionalità e il senso di responsabilità sempre dimostrati".

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