Scuola, caos Tamponi | Mamme in protesta davanti al Comune: "Sì al medico in ogni istituto". Raspanti: "Presto un incontro con i pediatri"

Una delegazione di genitori è stata ricevuta dall'assessore, dal sindaco Salvetti e dalla vice Camici: "Il garante per diritti dell'infanzia della Toscana è dalla nostra parte"

Erano un centinaio almeno le mamme che questa mattina, lunedì 5 ottobre, si sono radunate in piazza del Comune per dire "no ai tamponi sui bambini" e, soprattutto, per chiedere a gran voce che il "protocollo covid" - ovvero la richiesta di tampone - non venga attivata al primo raffreddore ma in seguito a una accurata visita pediatrica. Questo anche per evitare lunghe assenze a scuola perché il risultato al test non è immediato e gli alunni rischiano di stare a casa diversi giorni anche se non presentano i sintomi del Coronavirus. "Il garante dell'infanzia della Toscana appoggia la nostra protesta - il commento delle mamme -, siamo soddisfatti nel sapere che il lavoro dei pediatri sarà monitorato e potremo segnalare chi si rifiutano di effettuare visite in assenza di risultato del tampone". 

 A raccogliere la protesta delle mamme è stato l'assessore Andrea Raspanti che, con il sindaco Luca Salvetti e la vicesindaco Libera Camici: "Le famiglie devono contare sui medici di medicina generale e i pediatri, perché il loro lavoro è alla base del funzionamento di tutto il sistema di prevenzione e cura. Nei prossimi giorni incontreremo i dottori per fare un punto sulla situazione e analizzare le criticità". 

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La protesta delle mamme: "Il garante per diritti dell’infanzia della Toscana è dalla nostra parte"

Vanessa Mori, promotrice della manifestazione, spiega i perché di questa ennesima protesta: "Vorremmo che la Regione rispondesse alle nostre preoccupazioni. Anche il garante per diritti dell’infanzia della Toscana Camilla Bianchi è d'accordo con noi, appoggia la nostra causa e se lei stessa si rende conto dell'assurdità di tutto questo questo stato di cose, qualcuno si dovrebbe fare un esame di coscienza e fare un passo indietro. Siamo comunque soddisfatte - continua Mori - perché è stata accolta la nostra richiesta di monitorare il lavoro dei pediatri, che seppur liberi professionisti, lavorano in convenzione con Asl. L'amministrazione, insieme alla direzione territoriale dell'azienda sanitaria, ci invita a fare segnalazione dei pediatri che non visitano i bambini attraverso un indirizzo mail. In quel caso il dottore sarà attenzionato dall'Asl stessa che, eventualmente, prenderà provvedimenti". 

Come specificato in più di un'occasione, Mori punta l'attenzione sul fatto che non esiste solo il Covid visto che i bambini si ammalano frequentemente: "Tutte le altre malattie devono essere prese in considerazione. Il Comune si impegna a contattare anche i dirigenti scolastici chiedendo un po' di buonsenso perché non si può rimandare a casa un bimbo per uno starnuto o un colpo di tosse. Ci sarà un medico per ogni plesso e il bimbo, in presenza di sintomi, verrà visitato. In caso di sospetto Coronavirus allora verranno chiamati i genitori e sarà il medico a decidere se attivare il protocollo". 

Il pediatra Biasci: "Non possiamo infrangere le regole"

Raspanti: "Medici e pediatri devono essere un punto di riferimento"

L'assessore al Sociale, dopo aver ascoltato attentamente tutte le lamentele, riassume quello che il Comune potrà fare nell'immediato: "Il punto è conciliare l'istanza della tutela della salute pubblica con quella di garantire ai bambini, anche in questa circostanza straordinaria, una relativa normalità. La scuola non deve essere solo un luogo di contenimento del rischio, ma soprattutto un ambiente dove i bambini imparano, socializzano e fanno nuove esperienze. È fondamentale che le famiglie possano contare sui medici di medicina generale e i pediatri, perché il loro lavoro è alla base del funzionamento di tutto il sistema di prevenzione e cura".

"Nel frattempo - continua Raspanti - quel che possiamo fare sul territorio è operare affinché i protocolli validati funzionino al meglio. In questo senso serve il concorso responsabile di tutte le parti in causa: le famiglie, i medici di base e i pediatri, i dirigenti scolastici e le insegnanti, il dipartimento di prevenzione. Come Comune, insieme all'Asl, siamo impegnati a promuovere il dialogo costante tra tutti gli attori affinché il sistema sia in grado di monitorare costantemente l'evoluzione della situazione e correggere, se necessario, i difetti di funzionamento. Quanto ai pediatri, nei prossimi giorni, insieme alla dottoressa Brizzi, promuoveremo un incontro con i professionisti del territorio per affrontare insieme a loro le criticità che sono state, in queste prime settimane, oggetto di frequenti segnalazioni da parte delle famiglie". 

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Maura Granelli: "I bambini prima erano immuni, ora sono tutti untori?"

A sostegno dell'istanza dei genitori livornesi è arrivata da Genova anche "Nonna Maura" Granelli, attivista per la tutela dei bambini. "Questa finta pandemia - le sue parole - ha creato una dittatura e un condizionamento della libertà personale; i protocolli sono anticostituzionali e non sono assolutamente giustificati dai numeri. Prima i bambini erano immuni, ora sono diventati untori? Siamo di fronte a una manovra per distruggere questo Paese usando l'arma della paura".

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