Terraferma, tensione al centro accoglienza: due migranti positivi, altri 60 protestano per il prolungamento della quarantena

Gli ospiti della struttura si sono riversati in strada poiché contrari a un nuovo isolamento. Sul posto un vasto dispiegamento di forze dell'ordine

Sono stati momenti di tensione quelli che si sono vissuti nelle prime ore del pomeriggio di ieri, lunedì 12 ottobre, al centro accoglienza Terraferma in via Sant'Anna (Venezia). Alcuni migranti, circa una trentina sui 60 totali, si sono riversati in strada, minacciando di abbandonare la struttura, per protestare contro il ritardo nella consegna dei risultati del secondo giro di tamponi ai quali erano stati sottoposti nei giorni scorsi. Questa procedura si era resa necessaria dopo che un ospite era risultato positivo al Coronavirus lo scorso 30 settembre. L'Asl, come da prassi, aveva imposto la quarantena a tutte le persone presenti nell'edificio in attesa di attestare se ci fossero altri casi di Covid. Intorno alle 18 di oggi ecco la risposta: due casi tra gli ospiti. Si tratta di due migranti i quali erano risultati positivi già al primo giro di test. Entrambi sono stati messi in isolamento e domani saranno trasferiti in una struttura adeguata.  

Tensione al centro migranti Terraferma

Per evitare che la situazione potesse degenerare, sul posto si sono portati carabinieri, guardia di finanza, polizia, agenti in borghese e la Digos. Le forze dell'ordine hanno presidiato la zona cercando di far mantenere la calma ai migranti che avrebbero manifestato la loro insofferenza nel dover passare altri giorni in quarantena. A loro è stato nuovamente spiegato come l'isolamento sia una prassi necessaria da seguire quando in una struttura viene registrato un caso di Coronavirus. La situazione è tuttora tenuta sotto controllo da parte di prefettura e Asl per quanto riguarda l'aspetto sanitario, e dalla prefettura per l'ordine pubblico. 

Sulla questione, in serata è arrivato il commento di Andrea Romiti, capogruppo in consiglio comunale per Fratelli d'Italia: "I migranti positivi e in quarantena - le sue parole - devono essere posti in centri sanitari vigilati e lontani dai centri abitati.  Chi non accetta deve essere portato in un centro idoneo e vigilato lontano dalla città, oppure rispedito a casa sua se non accetta le nostre regole e la nostra salute". 

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