Gli psicologi contro il nuovo esame di Stato: "Inaccettabile svolgerlo a distanza, il tirocinio garantisca l'abilitazione"

I neolaureati delle professioni sanitarie, tra cui anche farmacisti e biologi, scenderanno in piazza il 4 giugno per protestare contro la modalità con la quale si svolgerà la prova: "Se salta la connessione ci bocciano. Inaccettabile"

Scenderanno in piazza oggi, giovedì 4 giugno, a Roma per manifestare di fronte Palazzo Chigi e far sentire la propria voce. Sono i neolaureati delle facoltà di psicologia, biologia e farmacia accompagnati dai colleghi delle professioni sanitarie che, facendo fronte comune, chiedono di essere equiparati ai laureati in Medicina almeno per quanto riguarda l'esame di Stato. Tante le questioni affrontate nel lungo documento prodotto dal Comitato nazionale creato proprio durante il periodo di emergenza Coronavirus. Il tema principale riguardano soprattutto tempi e modalità della prova per l'abilitazione alla professione che, per quest'anno, dovrebbe svolgersi soltanto per via telematica e in forma orale. "Una procedura - spiegano i diretti interessanti - che rischia di metterci in seria difficoltà e svilire la nostra formazione visto che rischiamo di essere bocciati qualora la connessione dovesse saltare".

Neolaureati delle professioni sanitarie contro il nuovo esame di Stato, le date chiave della vicenda

Ecco un breve riassunto di quanto accaduto, che ha portato i neolaureati a protestare davanti Palazzo Chigi. 

  • Il 25 Marzo il Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) redige un documento nel quale si richiede al Ministero dell'Università della Ricerca di fare chiarezza sull'esame di Stato in quanto a meno di 2 mesi dal suo inizio (15 giugno, ndr) non sono state date disposizioni in merito.
  • L'8 aprile viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto "DL Scuola" (n. 22/2020) in cui si fa riferimento per la prima volta dopo più di un mese dall'inizio dell'emergenza sanitaria agli esami di abilitazione. Nello specifico all'articolo 6, si fa riferimento alla possibilità da parte del Ministero dell'Università e della Ricerca di individuare delle modalità di svolgimento alternative da quello ordinarie, comprese modalità a distanza. 
  • Il 24 aprile viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale n. 38 con il quale il ministro Manfredi sposta l'esame di Stato dal 16 giugno al 16 luglio.
  • Il 29 aprile viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale n. 57 nel quale il ministro Manfredi, in deroga alle disposizioni normative vigenti, trasforma l'esame di Stato in un'unica prova orale svolta con modalità a distanza omnicomprensiva di tutte le materie previste nell'esame di stato canonico. 
  • Il 21, 22 e 23 maggio il Cnsu è nuovamente convocato e redige un documento nel quale chiede al ministero di analizzare e valutare immediatamente la possibilità di concedere l'abilitazione alla professione in base al tirocinio svolto da ogni singolo laureando. Secondo i diretti interessati, il ministro Manfredi non si è ancora espresso in merito.

Enrico Galeazzi, neolaureato in Psicologia: "Questa nuova modalità ci penalizza" 

Tra i tanti a essere scontenti da quanto deciso dal ministero c'è anche il livornese Enrico Galeazzi, fresco di laurea conseguita a Firenze: "Questa nuova modalità ci penalizza - le sue parole - perché la nostra abilitazione finirà col dipendere da un colloquio a distanza e non più da un esame strutturato e diviso nell'arco di quasi sei mesi. Un altro dettaglio non trascurabile poi è il costo dell'iscrizione alla prova stessa che cambia da una università all'altra andando a sfiorare anche i 400 euro. Con la modalità telematica possiamo iscriverci in tutta Italia e il risultato sarà un sovraffollamento nelle facoltà più economiche".  

Le richieste degli psicologi: "Il tirocinio diventi abilitante come per i laureati in Medicina"

Dal momento che le restrizioni anticovid rendono impossibile lo svolgimento dell'esame nella modalità tradizionale, gli psicologi chiedono, invece, di essere trattati come i colleghi della facoltà di Medicina e che l'esame di Stato sia tramutato nel riconoscimento del tirocinio professionalizzante, esattamente come è avvenuto per i medici con il Decreto legge "Cura Italia" a marzo. "Attraverso diversi canali siamo riusciti ad interfacciarci con alcuni esponenti politici - raccontano i neolaureati attraverso un comunicato -, ma dopo un primo tentativo di far passare una norma nell'ambito della conversione in legge del cosiddetto DL Scuola che non va in porto dal Ministero non giungono né buone né cattive notizie".

Uno degli slogan degli studenti di psicologia

"Non possiamo rischiare la bocciatura in caso di mancata connessione internet"

Nel mentre cominciano ad arrivare i primi bandi universitari per iscriversi al concorso nei quali viene specificato che nel caso le connessioni internet saltassero durante il colloquio d'esame, starà alle commissioni esaminatrici la volontà di una eventuale bocciatura. "Una situazione al limite del paradossale - la definisce Enrico Galeazzi - i problemi di connessione sono all'ordine del giorno in ogni angolo d'Italia, non possiamo accettare un regolamento di questo tipo. Studiare per cinque anni, sostenere esami, tesi di laurea, tirocini e rischiare di perdere un anno, dopo aver pagato anche la quota d'iscrizione che in ogni caso non verrà rimborsata, perché magari salta la connessione internet. È inaccettabile, parliamo di un esame che normalmente si svolge in più di 3 mesi con prove intervallate e che adesso viene accorpato e svolto in un colloquio telematico di cui non conosciamo neppure le tempistiche precise". 

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"Tutto il percorso universitario diventi abilitante per svolgere la professione"

Intanto il 22 giugno, ultimo giorno utile per iscriversi all'esame, si avvicina e la protesta si accende sempre di più. "Lo stesso presidente Conte ha detto che l'emergenza sanitaria deve essere vista anche come un momento in cui cambiare quello che non andava nel nostro Paese - continua Galeazzi - e l'esame di Stato degli psicologi è tutto da rivedere. Il 2020 dovrebbe essere un anno di svolta e dal prossimo anno è necessario ripartire con un sistema riformato dalle fondamenta. Tutto il percorso universitario dovrebbe essere formativo con tirocini professionalizzanti in strutture scelte dall'università fin dal primo anno, esattamente come avviene per i medici". 

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