Cronaca Garibaldi / Piazza Garibaldi

Spettacolo in battello sui fossi, cultura e turismo protestano insieme: "Fermi da un anno, fateci lavorare"

Nella Giornata mondiale del teatro sono scesi in piazza i lavoratori dello spettacolo e le guide turistiche: "Il governo si è dimenticato di noi"

Sono arrivati dall'acqua a bordo dei battelli che portano i turisti a fare il giro dei fossi per chiedere di far ripartire il mondo della cultura, ormai fermo da un anno. Attori e più in generale lavoratori del mondo dello spettacolo, uniti in unico disperato grido insieme alle guide turistiche, che ieri 27 marzo, nella Giornata mondiale del teatro, hanno voluto manifestare la sofferenza di due tra i settori più colpiti dalla pandemia, ricevendo la solidarietà di colleghi e tantissimi cittadini assiepati sulle sulle spallette di piazza Garibaldi.

Il presidio, organizzato dal collettivo Sipari Aperti Sempre e da Noi Turismo, è servito a portare in piazza - e in acqua - la protesta di chi si sente abbandonato dal governo. "Oggi è la giornata mondiale del Teatro, ma per noi che il teatro lo facciamo - il coro della protesta - è una giornata di mobilitazione nazionale, perché le nostre istanze sono molto simili e perché crediamo nella convergenza delle lotte. La cultura è stata lasciata indietro e relegata all'ultimo posto delle priorità del governo". 

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"Teatri aperti, non solo per i posti di lavoro ma come luoghi di incontro e cultura"

"Chiediamo che i teatri riaprano e che riaprano anche tutti gli spazi culturali in Italia - le parole di Maurizio Coroni del collettivo Sipari Aperti Sempre - perché è un anno che sono chiusi, mentre altre attività continuano a lavorare. Non lo chiediamo solo come posti di lavoro, ma anche come luoghi di incontro e di cultura. Naturalmente tutto deve essere fatto in sicurezza".

"Nel mondo del teatro, come in quello della cultura in generale e del turismo, la maggior parte dei lavoratori sono precari con contratti a chiamata o a tempo determinato - ha continuato Coroni -, e questo ha fatto sì che in pochi abbiano avuto accesso agli ammortizzatori sociali e ai ristori. Dunque non chiediamo soltanto che i teatri vengano riaperti, ma che i lavoratori siano stabilizzati. Le soluzioni? Si trovano. In questo momento si potrebbero fare molte cose, come le repliche degli spettacoli, una al pomeriggio e una alla sera, o lavorare la mattina con le scuole. Ma serve la volontà di farlo".

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